"Il fatto non costituisce reato": Peppe Arnone assolto dall'accusa di diffamazione

L'ex consigliere era imputato d'aver ingiustamente incolpato il suo rivale politico, Carmelo Picarella, di speculazioni edilizie illegali nei locali dello stabilimento Aster, a San Leone, e in due palazzine nelle vie Mazzini e Petrarca

Giuseppe Arnone

"Il fatto non costituisce reato". E' con formula pienamente liberatoria che i giudici della Corte d'appello di Palermo hanno, al quarto processo, dopo che la Cassazione aveva disposto un nuovo passaggio in aula, cancellato la condanna a sei mesi di reclusione che era stata inflitta all’ex consigliere comunale Giuseppe Arnone.

Arnone era accusato di diffamazione aggravata nei confronti di uno dei principali rivali politici degli anni scorsi, l’imprenditore Carmelo Picarella che è morto nel 2012. Arnone, difeso dall’avvocato Raimondo Tripodo, era imputato di avere accusato pubblicamente, attraverso dichiarazioni, interviste e interventi televisivi, Picarella, suo rivale in consiglio comunale, incolpandolo ingiustamente di avere realizzato speculazioni edilizie illegali nei locali dello stabilimento Aster, a San Leone, e in due palazzine nelle vie Mazzini e Petrarca.

Arnone fu condannato in primo grado e in appello a sei mesi di reclusione, poi la Cassazione annullò il provvedimento invitando i giudici di una diversa sezione della Corte di appello a valutare meglio se Arnone avesse agito esercitando un diritto di critica, peraltro in un contesto di dibattito politico. I familiari di Picarella, difesi dall’avvocato Antonino Gaziano, avevano mantenuto la costituzione di parte civile. 

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