Il Covid-19 ha annullato il Mandorlo in fiore, il Parco però paga

L’ente ha liquidato 17.500 euro ad un’associazione che si è occupata di curare un progetto chiamato “Slow experience Mandorlo in fiore” che era preliminare all’avvio della kermesse. Lavoro che è stato svolto a prescindere e che va liquidato

Una passata edizione del Mandorlo in fiore

Il “Mandorlo in Fiore” non si è svolto ed è rimasto bloccato a causa del Covid 19. Il Parco archeologico della Valle dei Templi, però, sta continuando a pagare i debiti di attività che in realtà non si sono potute svolgere.

Già nelle settimane scorse erano arrivate all’ente delle pesanti fatture da parte degli alberghi che avevano ospitato effettivamente i due gruppi che erano comunque arrivati ad Agrigento perché già presenti in Italia, ma adesso il Parco ha dovuto mettere mano alle proprie casse per pagare un progetto ben più di ampio respiro, diciamo, e con finalità di promozione e marketing di varia natura.

L’ente regionale ha infatti liquidato 17.500 euro ad un’associazione che si è occupata di curare un progetto chiamato “slow experience Mandorlo in Fiore” che era appunto preliminare all’avvio della kermesse. Lavoro che è stato svolto a prescindere e che, ovviamente, va pagato.

L’associazione, dice la delibera, “ha comunque espletato le attività di management, ricerca, comunicazione e marketing, didattica, logistica, movimentazione e attivazione del piano di promozione turistica, propedeutiche allo svolgimento della manifestazione sin dal 10 marzo”. Per questo, giustamente, toccherà pagare loro circa 17.500 euro che comunque potrebbe non essere l’unica spesa che toccherà ancora al Parco per il “maledetto” Mandorlo 2020.
Certo è che non vi è alcuna effettiva possibilità che il Parco possa provare a recuperare il Mandorlo entro l’anno e che, comunque, dovrà ripensarne la struttura e il format anche in caso non vi sia una seconda “ondata” del virus.

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Anche se il ragionamento sarà lo stesso che ha esplicitato il premier Conte (nessun lockdown, ma solo chiusure su misura), come garantire la sicurezza pubblica per un evento di grande richiamo e con grande presenza di pubblico? Basterà l’obbligo di mascherina? E chi controllerà?  E poi, gli eventi al chiuso, come potranno essere garantiti, considerando la poca sostenibilità economica dovuta alla riduzione del numero di utenti che possono fisicamente partecipare agli incontri (è necessario garantire il distanziamento sociale) ma anche gli enormi costi per la sanificazione?
Insomma, finché il Covid non sarà solo un brutto e lontano ricordo le nostre abitudini dovranno mutare in modo radicale, e con esse gli eventi a cui partecipiamo.
L’importante, per evitare di dover pagare indipendentemente dal godimento effettivo delle iniziative, è che si sappia in tempo utile.
 

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