Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

L'inchiesta su Girgenti Acque: "La candidatura di Campione alla Camera nel 2018 e il putiferio nel partito"

I pm ipotizzano finanziamenti illeciti per oltre 30 mila euro per la campagna elettorale del presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, pagati anche in viaggi, soggiorni e persino con biglietti per la finale di Champions League di giugno 2017

Marco Campione

Dall'inchiesta della Procura di Agrigento che ha travolto la Girgenti Acque emergono anche alcune ipotesi di finanziamento illecito da parte dell'azienda e anche di una sua partecipata, la Hydortecne, della campagna elettorale dell'attuale presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, nell'ambito delle Regionali del novembre 2017. Operazioni che sarebbero avvenute per il tramite del mandatario del politico di Forza Italia, l'ex deputato Francesco Scoma, tra i potenziali candidati a sindaco di Palermo l'anno prossimo. Girgenti Acque, tramite il suo presidente, Marco Campione, avrebbe versato il 5 ottobre del 2017 5 mila euro e sostenuto anche 3.167,35 euro di spese per viaggi e soggiorni in favore di Miccichè, al quale sarebbero stati persino forniti anche due biglietti per assistere alla finale di Champions League a Cardiff, nel Galles, il 3 giugno del 2017. L'altra società avrebbe versato invece 25 mila euro.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Campione avrebbe poi ottenuto lo sponsor di Miccichè, da coordinatore di Forza Italia, per candidarsi alla Camera nelle elezioni di marzo 2018. Una candidatura che aveva scatenato un putiferio nel partito, visto che erano già emerse le indagini sul conto del presidente di Girgenti Acque, e che poi in effetti sfumò. Il presidente dell'Ars ha respinto tutte le accuse - che bolla come "fesserie" - spiegando di aver documentato tutte le somme ricevute durante la campagna elettorale.

"Coi soldi delle bollette della gente finanziamo la campagna elettorale?"

La vicenda del finanziamento delle due società era stata raccontata dalla stampa nel 2018 ed emerge da alcune intercettazioni contenute nel fermo di questa mattina, captate tra Igino Della Volpe, commercialista e componente del Cda di Girgenti Acque, con Diego Galluzzo, avvocato e anche lui componente del Cda, con Carlo Sorci, sindaco di Girgenti Acque e con un avvocato napoletano. L'11 aprile del 2018 Galluzzo e Della Volpe commentano la notizia: "Hanno pubblicato i dati dei siciliani alle elezioni e quant'altro - dice il primo - e c'era Miccichè con i suoi redditi, con gli introiti che ha avuto la campagna elettorale e ci sono relazioni sulle società che tu amministri... sia nella Girgenti Acque che da Hydortecne... 30 mila euro in totale, mi ha sconcertato questa cosa... Che noi possiamo finanziare una campagna elettorale di nessuno?" e l'altro: "No! Noi non possiamo... cioè che vengano fatte senza che neanche lo venissimo a sapere, questa è la cosa che più...". Galluzzo aggiunge: "Comunque, che senso ha? Che logica ha? Che noi con i soldi delle bollette della gente andiamo a finanziare la campagna elettorale di chichessia... Ha il senso di dire che poi hanno ragione che indagano per questioni elettorali, o no?".

"Questi sono soldi pubblici non possono essere usati così"

I due sostenevano di non essere stati informati da nessuno per cui Galluzzo suggeriva: "Lo so che è il caso di richiedere la convocazione di un Consiglio per un chiarimento" e Della Volpe: "No! Ci vuole un Consiglio specifico, perché secondo me solleviamo un polverone eccessivo e non ci conviene neanche a noi secondo me... Questi sono soldi pubblici e non possono essere usati per questa tipologia di attività... evidenziando che queste cose poi sono state iniziative ad personam" e Galluzzo conveniva: "Sono state fatte ad personam, senza che il Cda ne sa nulla di queste cose". Chiosava Della Volpe: "Vabbè, qua non finiamo mai di fare stronzate, questa è la verità!". Galluzzo proseguiva: "No ma quello che è sconcertante veramente è che tu leggi finanziamenti, campagna elettorale siciliana e ti trovi scirtto Girgenti Acque, Hydortecne, cose da impazzire, guarda uno dice ma in che mondo stiamo vivendo, che siamo folli!".

"Questa è una cazzata!"

Della Volpe informava poi Sorci: "Ti troverai questo articolo che dice l'elenco dei soggetti importanti che hanno finanziato Miccichè, tra cui i nomi delle nostre due aziende... Quelli sono contributi pubblici che lui deve dichiarare e avrà avanzato l'elenco dei soggetti che hanno fatto i versamenti... Eh ma io ho parlato in azienda e mi hanno confermato che questa è una cazzata, che gliel'hanno anche detto, secondo loro, ma lui l'ha voluto fare (si riferisce a Campione, ndr)".

"Cioè noi non paghiamo i fornitori ma diamo un contributo a una parte politica!"

Poi prosegue: "Allora se tu consideri che tra i reati che vengono contestati c'è proprio quello della corruzione... politici eccetera, ma poi il Cda non sa nulla, il collegio sindacale non ne sa nulla, l'organismo di vigilanza non ne sa nulla... all'interno della compagine societatria ha il consorzio di Comuni che possono essere di colore politico completamente diverso...", rimarcando che comunque "non lo può fare in una società concessionaria di un servizio pubblico, cioè che è apolitica, apartitica... In una situazione in cui tra l'altro bnon paghiamo i fornitori! Tu sei in una situazione di illiquidità finanziaria, cioè difficoltà a pagare i fornitori e fai un contributo a una parte politica, senza dire niente a nessuno, con soldi pubblici sostanzialmente, cioè un'ennesima delle megacazzate". I due avrebbero poi ragionato per trovare una soluzione per cercare di mettere "una pezza" e sanare le presunte irregolarità compiute da Campione.

La candidatura di Marco Campione alla Camera nel 2018

Secondo i pm agrigentini, in cambio delle somme, Campione avrebbe ottenuto la candidatura alla Camera nel 2018, poi sfumata, e sarebbe stato fortemente sponsorizzato proprio da Miccichè. Per gli inquirenti il presidente dell'Ars "nei primi mesi del 2018 aveva fatto di tutto per candidare Marco Campione alla Camera per le Politiche del marzo 2018 nelle liste di Forza Italia, di cui Miccichè era coorindatore regionale". E, come si legge ancora nel fermo, anche se "fosse già noto da tempo che l'imprenditore agrigentino fosse indagato per numerosi reati nell'ambito del presente procedimento penale, in quanto era già pubblica la notifica della prima proroga delle indagini ai 72 indagati del 10 gennaio 2018".

Miccichè: "Io impresentabili non ne ho mai avuti"

Tra le intercettazioni c'è anche quella tra Campione e Miccichè del 23 gennaio 2018, in cui il presidente dell'Ars dice: "Mah, gioia mia, certo che un po' di difficoltà ci sono, ma non per il Collegio, che è libero e non so a chi cazzo metterci se non metto te, tanto per capirlo, va... Dobbiamo capire cosa ci possiamo inventare..." e Campione chiede quali sarebbero le difficoltà. Miccichè gli spiega: "Ieri appena c'è stata questa... il nome lì al partito, c'erano pure gli alleati... gli alleati iniziarono a fare come i pazzi, a dirmi: 'No, per carità, cominciamo, minchia in Sicilia, al solito ci facciamo dire da tutti che dobbiamo fare tutta la campagna elettorale sugli impresentabili di Miccichè', qua dissi: 'Sentite, non mi rompete i coglioni, io impresentabili non ho e non ne ho mai avuti".

La rinuncia per "senso di responsabilità"

La candidatura di Campione non si concretizzò per la rinuncia dello stesso imprenditore che con una nota aveva dichiarato: "Ho ringraziato il presidente Silvio Berlusconi e il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè per la proposta ma non potendo assicurare l’impegno che la carica imporrebbe, il mio senso di responsabilità e di rispetto mi obbliga a rinunciare".

Le norme sul finanziamento ai partiti

Gli inquirenti spiegano i contorni normativi della vicenda, chiarendo che "le somme donate da Girgenti Acque e Hydortecne a Miccichè rientrerebbero tra le erogazioni liberali date da privati a singoli candidati alle elezioni regionali, donazioni previste dalla legge 515/1993". E aggiungono che per quanto riguarda "le società private, come Girgenti Acque e Hydortecne i contributi sono consentiti dalla legge purché il finanziamento al partito o al candidato sia stato deliberato dall'organo sociale competente della società finanziante; sia stato iscritto regolamente nel bilancio, non sia comunque vietato dalla legge". Inoltre, se il contributo supera i 5 mila euro il donatore e il beneficiario sono tenuti a sottoscrivere una dichiarazione congiunta indirizzata alla presidenza della Camera dei deputati".

I pm: "Operazioni illecite neppure iscritte nei bilanci delle società"

Dagli accertamenti compiuti dalla Procura di Agrigento emergerebbe che "Girgenti Acque, in merito al finanziamento elettorale a Miccichè, non esibiva la delibera dell'organo sociale o il verbale del Cda", ma anche che la dichiarazione congiunta "tra Campione e il mandatario di Miccichè, Scoma, è priva della data in cui avveniva la ricezione del finanziamento". Quindi - si legge nel fermo - "il finanziamento elettorale è illecito", anche perché non sarebbe stato neppure regolarmentre iscritto nel bilancio di Girgenti Acque. Stesse conclusioni per quanto riguarda i 25 mila euro versati da Hydortecne "nella persona di Pietro Arnone, il finanziamento elettorale è illecito" e neanche in questo caso sarebbe stato iscritto nel bilancio dell'azienda.

La replica di Miccichè

"Rimango senza parole. Scopro di essere indagato per un finanziamento elettorale ricevuto, ma io ho comunicato tutti i finanziamenti avuti, fino all'ultimo centesimo. Compreso quello di Girgenti Acque. Ho qui davanti a me la delibera del 30 settembre del 2017. Bastava che la Procura di Agrigento alzasse il telefono e mi chiamasse per chiedermelo e io avrei mostrato tutti i documenti necessari. Invece, adesso sono costretto ad andare ad Agrigento in Procura per essere sentito. Poi, parliamo di lentezza della giustizia. In 27 anni che faccio politica prima o poi doveva succedere...". E' questa la replica all'Adnkronos di Gianfranco Miccichè. Che bolla le accuse come "fesserie" e aggiunge: "Ho la delibera, non solo l'ho comunicata ma ho anche la copia della delibera del Cda. Ho comunicato tutti i contributi elettorali ricevuti e sono 101.500 euro e li ho dichiarati tutti, anche se il massimo era di 100 mila euro. Pensavo che mi contestassero questo, non un contributo con tanto di delibera...".

Il presidente dell'Ars stigmatizza poi di aver appreso di essere indagato dalla stampa: "E' una cosa fastidiosa anche per il fatto che io debba spiegare le cose a mia figlia. Se lo avessi saputo prima le avrei potuto spiegare di che si tratta, invece scoprirlo così dai giornalisti è veramente assurdo. E' una delle storture del sistema giustizia che va sistemata". E ribadisce: "Se i magistrati di Agrigento mi avessero chiamato io avrei portato le carte e loro avrebbero capito l'equivoco, invece devo andare ad Agrigento e fare perdere tempo anche ai magistrati. Bastava chiamarmi e chiedermi: 'E' vero o no? C'è questo contributo?'. Oggi il pm perderà solo tempo prezioso, bastava una chiamata. Questo è uno dei motivi fondamentali della lentezza della giustizia".

Miccichè parla anche del suo coindagato, Francesco Scoma: "Scoma non c'entra nulla. Posso non volerlo come sindaco ma nel 2017 si è comportato con ordine e precisione. Per fortuna che c'era lui che ha consegnato tutto. Si è fatto consegnare tutt i documenti, ci sono pure i centesimi". E conclude: "Pazienza, poco fa ho detto al mio staff che dopo 27 anni che faccio politica doveva capitare una cosa...".

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