Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

"Non si aumentò lo stipendio in maniera illegittima", direttore Iacp torna in servizio

La Cassazione annulla il provvedimento del gip e del riesame che avevano sospeso per sei mesi Ulisse Sajeva, indagato per abuso di ufficio

Secondo la Cassazione il direttore generale dell'Iacp di Agrigento, Ulisse Sajeva, non commise alcun abuso di ufficio nel calcolo della sua retribuzione. Di conseguenza l'ordinanza del gip di Agrigento, Alessandra Vella, confermata dal tribunale del riesame, che disponeva la sospensione per sei mesi dal servizio, è stata annullata senza rinvio.

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso dei difensori, gli avvocati Nicolò Grillo e Antonino Manto, che sostenenvano "l'assoluta correttezza dell'operato del dirigente che non aveva eluso in nessun modo le disposizioni del commissario che gli avevano ridotto lo stipendio".

Sajeva, insieme al funzionario responsabile dell'ufficio del personale Giovanni Montalbano, secondo la Procura, avrebbe abusato del proprio ufficio vanificando, con diverse violazioni di legge, la riduzione dello stipendio che era stata disposta dal commissario dell'Istituto autonomo case popolari, Domenico Armenio, e che formavano oggetto di un nuovo contratto di lavoro. Sajeva, in particolare, avrebbe violato una serie di disposizioni di legge che stabilivano le retribuzioni e soprattutto quella che prevede "che i limiti massimi della retribuzione possono essere derogabili solo in presenza di strutture organizzative complesse" che, nel caso specifico, secondo l'accusa, non sussistevano.

L'indagine scaturisce da un controllo della Guardia di Finanza che ha acquisito una serie di incartamenti e documentazione relativi alle assunzioni del personale e relazionò alla Procura su questa presunta violazione relativa alla posizione di Sajeva al quale si contestava anche di avere violato il principio di imparzialità che la Costituzione impone a tutti i pubblici dipendenti. La Procura aveva, quindi, iscritto sul registro degli indagati Sajeva e Montalbano, con l'accusa di abuso di ufficio. 

Sulla base di queste contestazioni, lo scorso 5 novembre, il gip del tribunale di Agrigento, dopo averlo interrogato come prevede il codice, aveva disposto nei suoi confronti la misura cautelare della sospensione dal pubblico per la durata di sei mesi. Il provvedimento è stato impugnato al tribunale del riesame di Palermo che, tre settimane più tardi, lo aveva confermato. La Cassazione, invece, alla quale si sono rivolti i suoi difensori, ha annullato l'ordinanza e Sajeva, di conseguenza, rientra in servizio. 

Nel frattempo la Procura della Repubblica ha chiuso l'inchiesta e ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio e alla fissazione dell'udienza preliminare. La difesa avrà venti giorni di tempo per ritirare tutti gli atti dell'indagine e poi tentare di convincere la Procura, con un nuovo interrogatorio o con la presentazione di memorie, a chiedere l'archivizione. 

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