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Lampedusa, Martello: "Nel centro di accoglienza inaccettabile sovraffollamento"

Il primo cittadino in un lungo post spiega come da dodici anni la politica non affronti in modo deciso il problema degli sbarchi, e invoca l'intervento delle istituzioni nazionali e internazionali

"Lampedusa ha bisogno di risposte concrete ed immediate da parte del governo nazionale: è indispensabile avviare immediatamente i trasferimenti per ripristinare condizioni di sicurezza, innanzitutto sanitaria, nel Centro di accoglienza che continua a vivere una situazione inumana di inaccettabile sovraffollamento".

Dopo una giornata convulsa e ricca di reazioni della politica dopo la firma da parte del Governo regionale di una discussa ordinanza che da domani dovrebbe vedere il trasferimento dalla Sicilia (verso dove?) di tutti i migranti presenti sul territorio regionale, è il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello a chiedere per l'ennesima volta al Governo nazionale di intervenire.

"Il centro - spiega - deve essere adeguatamente sorvegliato dalle forze dell’ordine per impedire che i migranti ospitati escano dalla struttura, violando le disposizioni legate all’emergenza Covid. Bisogna inoltre rimuovere le imbarcazioni ammassate al molo Favaloro, e servono misure di sostegno alla popolazione ed alla marineria locale, che stanno pagando un prezzo altissimo legato all’emergenza umanitaria unita a quella sanitaria".

Martello, nel ricordare tutti i governi susseguitisi nel tempo e quanto avvenuto sull'isola, spiega che "negli ultimi dodici anni, da quando il tema dei flussi migratori e degli sbarchi ha assunto un rilievo politico e mediatico determinante, nessuno dei governi che si sono succeduti, a prescindere dal colore politico e dai partiti che li hanno sostenuti, ha saputo trovare una soluzione vera e concreta, soluzione che (e questa sì, è una mia opinione) non può e non deve in ogni caso prescindere dal rispetto dei diritti umani e delle regole internazionali, che stabiliscono che non si può in alcun caso negare assistenza e soccorso a chi è in mare ed è in pericolo di vita".

Il primo cittadino si smarca dalle accuse, ricordando che lui non ha "alcun potere di stabilire le regole dell'accoglienza" né "responsabilità nella gestione del centro di accoglienza" e invoca "responsabilità politica ed istituzionale" con il coinvolgimento delle "istituzioni nazionali, europee ed internazionali in un percorso nuovo".

"Faccio appello a tutti coloro i quali, oggi, in Italia ed in Europa hanno un ruolo di responsabilità politica ed istituzionale - mettiamo da parte l’odio, le paure, le peculazioni  di partito ed iniziamo a far sì che Lampedusa da problema possa diventare luogo di confronto e di soluzione su un tema, quello dei flussi migratori, che non può essere cancellato, ma deve essere davvero governato. Nell’interesse di tutti, e nel rispetto dei diritti dei migranti, così come nel pieno rispetto dei diritti delle cittadinanze locali, in particolare dei territori di frontiera".

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