Gestione del servizio idrico, Hamel: "La Spa soluzione migliore"

L'assessore però spiega che il Comune farà i suoi approfondimenti sul tema prima del voto che si terrà a fine mese

Nello Hamel

Gestione del servizio idrico Agrigento valuta la Spa pubblica come la soluzione più "più duttile" e "consentirebbe di rispettare le percentuali di presenza di ciascun comune in base agli abitanti e al contributo versato all'ambito”.

Sebbene la parola definitiva non è stata in alcun modo pronunciata e lo stesso Ente pare si sia rivolto ad esperti del settore per avere un quadro normativo più chiaro in vista della prossima assemblea (da tenersi  a fine mese), a lanciare la "bomba" (che piacerà poco alle associazioni per l'acqua pubblica) è stato, durante il Consiglio comunale di giovedì scorso, l’assessore Nello Hamel. Questi, rispondendo ad un punto proposto dalla consigliera comunale M5S Marcella Carlisi la quale, appunto, in vista del voto dell’Ati sulla forma di gestione post Girgenti Acque, chiedeva chiarezza all’Amministrazione, ha tracciato per grandi linee cosa si intenda fare sul tema.

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Hamel non ha nascosto come entrambe le forme di gestione abbiano dei problemi (“La Spa dovrebbe avere un capitale proprio, una gestione propria e una capacità economica propria e quindi è complicata da far rientrare in un contesto di gestione pubblica nel senso lato del termine”, ma “la società consortile non ci consentirebbe di sfuggire a tutte le individualità che potrebbero nascere all’interno del territorio dal punto di vista della gestione”) e come ad oggi sia complesso individuare chi deve svolgere le attività gestionali vere e proprie, dato che i Comuni non hanno competenze e risorse umane. Così se da un lato dice che “la città di Agrigento non ha esitazioni o tentennamenti rispetto ad una scelta di gestione pubblica dell’acqua che sia totalizzante” e che si sono chiesti approfondimenti legali sul tema, conclude affermando che “la Spa è la forma di gestione da preferire perché più duttile e consentirebbe di rispettare le percentuali di presenza di ciascun comune in base agli abitanti e al contributo”.

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E se sul tema si terrà un Consiglio comunale aperto, come già avvenuto in altri centri, Hamel prende di petto anche il tema del personale. Se da un lato afferma che si comprendono i problemi di tipo sociale in caso di licenziamenti, precisa che le assunzioni in parte derivino “da abusi e devianze che ci sono state nella gestione di questo comparto e nelle modalità clientelari spesso con cui il personale è stato gestito”. Si tenterà ove possibile di garantire i posti di lavoro, ma “solo le unità e risorse utili in un sistema positivo: non tuteleremo i parassiti”.

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