"Ha indotto la figlia alla prostituzione", la donna: "Erano amici, non clienti"

La 48enne nell'aula di tribunale: "Pagamenti per le sue prestazioni sessuali? No, semplici gesti di sostegno verso la famiglia che è molto povera"

(foto ARCHIVIO)

"Non ho mai fatto prostituire mia figlia, quelle persone non erano clienti ma amici, conoscenti. Pagamenti per le sue prestazioni sessuali? No, semplici gesti di sostegno verso la famiglia che è molto povera". Si è difesa così, ieri, in tribunale, la 48enne di Porto Empedocle accusata di aver fatto prostituire la figlia che, all'epoca dei fatti, era minorenne. 

"Faceva prostituire la figlia per 30 euro", cambiano i giudici: il processo si blocca 

Il processo è ripartito ieri davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduti da Wilma Angela Mazzara. La donna ieri ha, totalmente, negato le accuse che le sono state rivolte. La donna è accusata di aver indotto la figlia sul "mercato del sesso" con un tariffario che prevedeva prestazioni da 30 a 50 euro.

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