Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

"Non vi è evidenza di rancore o avversione", no alla ricusazione del giudice del caso Vella

L'avvocato Giuseppe Arnone aveva chiesto l'estromissione del gup di Caltanissetta nel processo dove è imputato il procuratore aggiunto di Agrigento

"Non vi è alcuna evidenza di fatti specifici e concreti sintomatici di rancore o avversione del decidente nei confronti  della parte civile sì da ritenersi effettiva la denunciata compromissione dell’imparzialità". 

Secondo la Corte di appello di Caltanissetta, che ha bocciato l'istanza di ricusazione dell'avvocato Giuseppe Arnone, il gup Santi Bologna, davanti quale si sta celebrando il processo, può giudicare il procuratore aggiunto Salvatore Vella, accusato di calunnia proprio in seguito a una denuncia dell'ex consigliere comunale. 

Al pm si contesta di avere accusato falsamente Arnone, nel 2014, attraverso una relazione di servizio su una concitata udienza nella quale, secondo il magistrato della Procura di Agrigento, si sarebbe rifiutato di uscire dall'aula interrompendo un pubblico servizio. 

Arnone, dopo l'arringa difensiva dell'avvocato Daniela Posante, difensore di Vella, che ne aveva chiesto l'assoluzione al pari del pm, ha ricusato il gup accusandolo di "subalternità alle posizioni della Procura" per la sua decisione di non concedere un rinvio al suo legale Daniela Principato che aveva presentato un certificato medico. 

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