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Guerra Ucraina

Non solo Covid, ma anche tubercolosi e morbillo: i test e i vaccini per i profughi

Migliaia di persone sfuggite alla guerra sono arrivate in Italia. Attivati controlli specifici per la salute dei migranti, ma anche di chi ospita. Allo Spallanzani un osservatorio per la tbc

Accogliere i profughi che arrivano dall'Ucraina significa non solo dare loro un tetto e integrarli quanto prima nel tessuto sociale. Significa garantire anche la sicurezza sul fronte sanitario. C'è il Covid, certo, ma non solo. Ci sono una serie di malattie, alcune delle quali nel nostro Paese sono ai margini da decenni, per le quali è necessario tenere alta l'attenzione. La tutela sanitaria, di chi arriva e di chi ospita, è tra i primi elementi da tenere in considerazione. Per chi arriva nel nostro Paese sono stati disposti controli ad hoc e a Roma è stato attivato un ambulatorio di sorveglianza per la tubercolosi dei migranti. Andiamo con ordine e vediamo che tipo di assitenza sanitaria è prevista.

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Il rischio tubercolosi

Poiché l'Ucraina è inserita dall'Oms tra i Paesi ad elevata endemia di tubercolosi (TBbc), è stato istituito all'Istituto Spallanzani un ambulatorio dedicato alla sorveglianza dei migranti. Verrà loro somministrato un apposito questionario di screening. Lo scopo, spiega l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, è "ridurre il ritardo diagnostico nella popolazione rifugiata, di prevenire l'acquisizione di farmacoresistenza e di ridurre la trasmissione".  Per chi arriva procede anche la campagna di vaccinazione Covid (adulti e bambini).

La tubercolosi è oggi "un importante problema di salute pubblica e una malattia trasmissibile prioritaria in Ucraina". Il Paese ha riportato il secondo maggior numero di casi (28.539), con un'incidenza di 65 casi per 100.000 e un tasso di mortalità di 7,3 morti per 100 000. L'Ucraina è uno dei 10 Paesi a livello globale con il più alto carico di tubercolosi resistente ai farmaci. L'Ucraina ha anche la seconda più alta prevalenza di HIV/TB.

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Covid, ma anche morbillo e rosolia

L'ordinanza di Protezione civile del 6 marzo (sull'accoglienza ndr) prevede che: 

  • Al punto di ingresso, o comunque entro i cinque giorni successivi dall’ingresso, devono essere garantite le misure di sanità pubblica con particolare attenzione alla somministrazione dei vaccini anti-Covid-19, difterite, tetano, pertosse, poliomielite.
  • Conseguentemente alla somministrazione dei vaccini, è necessario procedere tempestivamente all’offerta del vaccino anti-morbillo, parotite, rosolia e al test di screening per la tubercolosi, valutando anche le altre vaccinazioni previste dalla circolare sopracitata e la necessità di completare i cicli vaccinali dell’infanzia.
  • Le vaccinazioni vengono erogate tramite l’iscrizione al regime di ‘straniero temporaneamente presente’ con successiva circolare del ministero della salute verranno identificate le modalità di tracciatura delle prestazioni erogate.

Come aiutare chi arriva ma anche chi ospita

Secondo l'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) è fondamentale "garantire la continuità delle vaccinazioni di routine e affrontare le lacune nelle precedenti storie di vaccinazioni". Il Centro parla chiaramente di poliomielite, il morbillo e il Covid. "I paesi riceventi - precisano gli esperti - dovrebbero prendere in considerazione il potenziamento della sorveglianza per le malattie prevenibili con vaccino e altre malattie trasmissibili. Inoltre, è importante considerare l'istituzione di sistemi di sorveglianza sindromica all'interno dei centri di accoglienza e, se possibile, nella comunità. Gli operatori sanitari dovrebbero essere consapevoli del fatto che gli organismi multiresistenti (MDRO) sono spesso collegati a ferite di guerra e richiedono una diagnosi e un trattamento precoci".

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Le cure per i bambini

Gli esperti della Sip, la Società italiana di pediatria, hanno elaborato un vademecum per l'accoglienza dei minori in fuga dall'Ucraina e in arrivo nel nostro Paese. Le linee guda.

  • Assicurare un pediatra di famiglia, con assegnazione del 'codice Stp' (straniero temporaneamente presente) che permette di avere gli stessi diritti dei bambini italiani per l'accesso alle prestazioni sanitarie, inclusa la scelta del pediatra di famiglia. E
  • Effettuare una visita medica "per valutare lo stato nutrizionale, l'apparato cardiorespiratorio (misurando la pressione arteriosa) e lo stato della cute per l'identificazione di ectoparassitosi".
  • Valutare anche la presenza di sintomi "quali diarrea, dolori addominali, nausea, vomito, prurito, che possono essere suggestivi di parassitosi", e inoltre "va monitorata la presenza di segni o sintomi di anemia, offrendo, se necessario, un esame emocromocitometrico per valutare lo stato di salute generale".
  • Si suggerisce "lo screening per Covid-19 entro 48 ore dall'arrivo nel nostro Paese con tamponi nasofaringei antigenici o molecolari, secondo la normativa vigente, e la possibilità di essere vaccinati contro Covid-19 a partire dai 5 anni".
  • Procedere con le vaccinazioni in rapporto all'età, secondo il calendario del Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente in Italia, cercando di ricostruire se possibile lo schema vaccinale cui il minore è stato sottoposto.
  • Procedere con lo screening per la tubercolosi (Tbc), considerata l'elevata incidenza in Ucraina di questa patologia.  
  • Fornire "supporto psicologico e promuovendo il ricongiungimento familiare il prima possibile".
  • Procedere al rapido inserimento dei profughi minori in ambito scolastico, allo scopo di favorire l'apprendimento della lingua e l'integrazione sociale.  
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