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Lampedusa, la Guardia costiera sequestra rete a motopesca tunisino

Effettuava la pesca all’interno delle acque territoriali italiane, privo di autorizzazione da parte dello Stato costiero. I militari hanno effettuato il sequestro di una rete a circuizione del valore di circa 80mila euro, e denunciato il comandante tunisino

L’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa, impegnato in diverse operazioni di soccorso, ha svolto anche azione di controllo della pesca con particolare riferimento alla verifica del rispetto del periodo di fermo biologico, obbligatorio per le unità che effettuano la pesca con il sistema “strascico” iscritte nei Compartimenti Marittimi della Sicilia. 

Importante operazione di controllo pesca è stata svolta, il 30 settembre, nei confronti di un motopesca tunisino che effettuava la pesca all’interno delle acque territoriali italiane, privo di autorizzazione da parte dello Stato costiero. Le verifiche, eseguite con l’ausilio di un velivolo del secondo Nucleo aereo Guardia costiera di Catania e coordinate dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto e dalla Direzione Marittima di Palermo, hanno condotto al sequestro di una rete a circuizione del valore di circa 80mila euro, nonché al deferimento del comandante tunisino all’Autorità Giudiziaria. Al termine delle attività al Motopesca è stato consentito di riprendere la navigazione di rientro in Tunisia.

Sotto la guida del tenente di vascello Paolo Monaco, il 24 settembre ed il 5 ottobre scorsi è stata inoltre accertata la presenza di due pescherecci, uno catanese ed uno mazarese, intenti alla pesca a strascico ad una distanza inferiore alle 12 miglia nautiche dalla costa. Le unità navali della Guardia Costiera di Lampedusa hanno intercettato i motopesca che effettuavano la pesca illegale all’interno dell’area sottoposta al fermo, conducendoli in porto ed effettuando il sequestro dell’attrezzo da pesca utilizzato e del pescato, frutto dell’attività illegale. Ai comandanti dei motopesca sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare di 8.000 euro. Considerato, inoltre, che l’attività figurava quale infrazione grave, 6 punti sono stati rispettivamente assegnati ai comandanti ed ai titolari della licenza di pesca.

A questa attività si aggiunge quella della notte tra il 5 ed il 6 ottobre, infine, quando la Sala operativa della Guardia costiera di Lampedusa ha eseguito un’evacuazione medica a favore di due marittimi che si trovavano a bordo di un motopesca tunisino che si trovava a circa 20 miglia nautiche dall’isola maggiore dell’arcipelago delle Pelagie. La motovedetta della classe 300 ha raggiunto il motopesca tunisino, trasbordando i malcapitati e consegnandoli alle cure del Poliambulatorio dell’Isola di Lampedusa. Ai due marinai tunisini è stata diagnosticata rispettivamente una frattura del polso destro e una contusione alla schiena, causate da incaute manovre durante l’attività di pesca.


 

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