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Una cassetta del pesce sequestrato (foto archivio)

Una cassetta del pesce sequestrato (foto archivio)

Pesce non sicuro o inidoneo al consumo, scatta il sequestro per 400 chili

Il proprietario di un ristorante etnico è stato denunciato alla Procura perché aveva dei prodotti ittici in cattivo stato di conservazione

Ben 382 chili di prodotto ittico sequestrato e quasi 40 mila euro di sanzioni amministrative. Si è conclusa l'operazione "Countdown" della Guardia costiera che era mirata a garantire il rispetto delle norme che disciplinano l’intera filiera della pesca, dalla cattura alla vendita al dettaglio, per tutelare il consumatore finale proprio nel periodo delle festività natalizie.

Particolare attenzione è stata posta al controllo sul rispetto delle norme relative alla commercializzazione di prodotti ittici nei ristoranti, allo scopo di accertare l’eventuale irregolarità circa la tracciabilità del prodotto, l’assenza di frodi in commercio ed il rispetto della normativa igienico-sanitaria. Da tali controlli diverse sono state le contestazioni elevate ed i sequestri amministrativi effettuati.

Controllati anche i gestori dei ristoranti etnici. Accertamenti che hanno fatto scattare il sequestro di 250 chili di pesce ritenuto non sicuro in quanto il gestore dell’esercizio non è stato in grado di attestare la tracciabilità di tale prodotto ittico destinato alla somministrazione. Inoltre, è stato denunciato alla Procura il proprietario di un altro ristorante etnico poiché deteneva prodotti ittici in cattivo stato di conservazione, giudicati non idonei al consumo umano. In questo caso è scattato un sequestro di 16 chili di pesce.  

Sono stati sanzionati i titolari di tre attività commerciali poiché detenevano, per la successiva commercializzazione, prodotti ittici confezionati scaduti. Questi prodotti, non più idonei al consumo umano, sono stati immediatamente sequestrati ed ai trasgressori sono state contestate sanzioni per 3.166 euro.

Controlli serrati anche in mare. Contestato diverse sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 20.000 euro per pesca in zone e tempi vietati dalla normativa. Effettuati anche 29 sequestri di reti ed attrezzature non conformi. 


 

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