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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Pesce dalla dubbia provenienza, scatta il sequestro per 643 chili

La Capitaneria di porto ha accertato che mancava l'etichettatura e la tracciabilità del pescato. L'Asp ha ritenuto che il prodotto non fosse idoneo al consumo umano

Sequestrati complessivamente 643 chili di pesce. La Capitaneria di porto sta portando avanti dei controlli per cercare di garantire la tutela del consumatore dalle frodi alimentari e assicurare la qualità, la provenienza e la freschezza del prodotto ittico.

Ed è durante questi controlli che la Capitaneria ha accertato e sanzionato il commercio di prodotti ittici in violazione della normativa in materia di etichettatura e tracciabilità del pescato e, quindi, in violazione degli obblighi relativi alle corrette informazioni al consumatore finale. Scattato il sequestro di 643 chili di pesce sono state elevate anche sanzioni amministrative da 1.500 euro, per ciascuno dei 3 accertamenti, per la mancanza o incompleta necessaria documentazione attestante la tracciabilità del pescato.

A finire nei guai è stato un ingrosso di grande distribuzione che aveva all’interno del proprio stabilimento 325 chili circa di tranci di pesce spada privi di tracciabilità. In un secondo ingrosso, sempre per le stesse violazioni di legge, veniva accertata la presenza di 80 chili circa di prodotto ittico di varia tipologia. Sanzionato anche un venditore ambulante di pesce poiché esponeva per la vendita 238 chili di prodotto ittico privo della corretta tracciabilità. 

Tutto il pesce sequestrato, dopo una ispezione effettuata dai veterinari dell’Asp di Agrigento, è stato dichiarato non idoneo al consumo umano per l’impossibilità di verificarne la provenienza e, di conseguenza, destinato alla distruzione.
 

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