"Agrigento rinasce": «Commissario per bando rifiuti? Richiesta di Fp Cgil fuorviante e inopportuna»

Per il gruppo consiliare la vicenda della mancata assunzione di una parte dei lavoratori che dovevano transitare presso l’Ati aggiudicataria dell’appalto di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha assunto aspetti assolutamente inaccettabili soprattutto per la protervia con la quale si cerca di costringere il Comune di Agrigento ad adottare impegni finanziari incompatibili con il rispetto delle norme di legge che regolano gli appalti pubblici e la spesa delle pubbliche amministrazioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

La vicenda della mancata assunzione  di una parte dei lavoratori  che dovevano transitare  presso l’Ati aggiudicataria dell’appalto di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani  ha assunto aspetti assolutamente inaccettabili  soprattutto  per la protervia con la quale si cerca di costringere il  Comune di Agrigento ad adottare impegni finanziari incompatibili con il rispetto delle norme di legge che regolano gli appalti pubblici e la spesa delle pubbliche amministrazioni.

L’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicato l’appalto ha infatti l’obbligo di rispettare i contenuti del bando di gara ed il capitolato di cui aveva piena e indiscutibile conoscenza al momento in cui ha formulato l’offerta ed ha deciso di offrire il ribasso da cui è scaturita l’aggiudicazione.

In questo cointesto, pur comprendendo le buone intenzioni dei rappresentanti sindacali della Cgil, la richiesta avanzata dagli stessi all’Assessorato regionale per la fantasiosa nomina di un commissario ad Acta, per l’adozione di un provvedimento estensivo dei servizi Rsu finalizzato alla assunzione dei lavoratori licenziati dall’Ati, appare fuorviante ed inopportuna e rischia di fare da sponda agli obbiettivi perseguiti  dal datore di lavoro acclarando una sorta di motivo giustificante dei licenziamenti operati.

Il gruppo consiliare “Agrigento Rinasce”  ritiene infatti che, alla data attuale, l’Ati non abbia fornito sufficienti ed accettabili motivazioni sulla manovra unilaterale di riduzione del personale previsto nel bando di gara.

La stessa Ati al momento non ha partecipato alla convocazione della conferenza dei capi gruppo ove, in contraddittorio, potevano essere esaminate le reciproche ragioni ed i supporti giuridici e normativi a base delle stesse. La stessa Ati,  negli incontri con i rappresentanti dell’amministrazione, ha formulato richieste impraticabili per un Ente pubblico e la stessa Ati ha iniziato lo svolgimento del servizio appaltato utilizzando un numero di addetti inferiore  a quello previsto nel bando di gara con una procedura sicuramente  fuori dall’ordinario.

Per questo motivo, considerato anche il dramma dei lavoratori licenziati, il gruppo consiliare "Agrigento Rinasce" chiede una intervento deciso da parte dell’Amministrazione comunale  per  la definizione di una vertenza surreale e ingiustificata e la gestione del servizio di RsuU secondo il capitolato previsto nel bando.
 

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