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"Mi dava calci nello stomaco per farmi abortire", racconto choc in aula della vittima

Imputato, con le accuse di maltrattamenti e stalking, un fornaio di recente finito agli arresti domiciliari dopo l'ennesima denuncia della compagna

"Mi picchiava ripetutamente, in una circostanza mi ha dato calci allo stomaco quando ero incinta. Ma non solo, di recente l'ho ancora denunciato perchè ha ripreso a perseguitarmi".

La donna, presunta vittima delle violenze del compagno, un fornaio di Grotte, conferma in aula le accuse. Il processo, in corso con rito abbreviato davanti al giudice Stefano Zammuto, riprende il 7 luglio con la requisitoria del pm Gloria Andreoli. A seguire ci saranno le arringhe di parte civile dell'avvocato Gianfranco Pilato, che assiste la presunta vittima, e dei difensori dell'imputato Nicolò Grillo e Vincenzo Vella.

Il processo è quello a carico di un quarantunenne di Grotte, finito nei mesi scorsi agli arresti domiciliari, poi sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora con divieto di avvicinamento e di recente di nuovo ai domiciliari, che rischia adesso una condanna per le accuse di maltrattamenti e stalking. L'ex compagna, sostiene l’accusa, sarebbe stata maltrattata dal novembre del 2016 all'aprile del 2018. Le minacce, in diverse circostanze sarebbero state finalizzate a costringerla ad abortire. 

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