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Calci alla pancia della compagna incinta e persecuzioni, chiesto rinvio a giudizio

Quarantunenne a processo per le accuse di stalking e maltrattamenti, minacce di morte e pedinamenti per intimidirla

Scaraventa la compagna a terra, nonostante tenesse in braccio il figlio di un anno e fosse incinta, e la colpisce con un calcio allo stomaco ma non solo: quando la donna decise di interrompere la relazione avrebbe iniziato a insultarla, perseguitarla e minacciarla di morte estendendo i messaggi anche ai familiari e persino al figlio neonato. V.C., 41 anni, di Grotte, finito nei mesi scorsi agli arresti domiciliari e tuttora sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora con divieto di avvicinamento, rischia adesso un rinvio a giudizio per le accuse di maltrattamenti e stalking.

L’udienza preliminare, davanti al giudice Stefano Zammuto, è iniziata ieri mattina. La donna trentaseienne, presunta vittima delle violenze, si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Gianfranco Pilato. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Lucia Linda Giglia, ha chiesto un breve rinvio per valutare la possibilità di scegliere un giudizio alternativo e il giudice l’ha concesso. Si torna in aula il 3 dicembre, a distanza di una settimana esatta. La donna, sostiene l’accusa, sarebbe stata maltrattata dal novembre del 2016 all’aprile del 2018. Le minacce, in diverse circostanze, secondo la denuncia presentata dalla donna, sarebbero state finalizzate a costringerla ad abortire. 

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