"Anziani pedinati dal figlio e dalla nuora", coniugi sotto processo

Roberto Picone, 45 anni, e la moglie Margaret Caruana, 37 anni, di Racalmuto, sono comparsi in aula per la prima udienza del dibattimento che si celebrerà davanti al giudice Giuseppa Zampino

(foto ARCHIVIO)

Pedinamenti, sguardi minacciosi, fotografie e frasi intimidatorie: "Dovete fare una brutta fine". Dopo la condanna per un pestaggio, anche il processo per stalking. Roberto Picone, 45 anni, e la moglie Margaret Caruana, 37 anni, di Racalmuto, sono comparsi ieri mattina in aula per la prima udienza del dibattimento che si celebrerà davanti al giudice Giuseppa Zampino.

I due imputati, che hanno nominato come difensore l'avvocato Annalisa Russello, sono accusati di avere perseguitato per anni, in particolare dal febbraio del 2016 al 24 settembre dell'anno scorso, i genitori di Picone. I due anziani, costituiti parte civile con l'assistenza dell'avvocato Gianfranco Pilato, sarebbero stati pedinati sotto la loro abitazione, per strada e ovunque andassero. I genitori del quarantenne sarebbero stati ripetutamente minacciati, intimiditi e fotografati in segno di sfida. L'11 marzo, rispondendo al giudice e alle altre parti, daranno la loro versione dei fatti.

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All'origine delle presunte persecuzioni ci sarebbe la convinzione, da parte di Picone, che i genitori l'avessero escluso dall'eredità. Stesso movente che, nel recente passato, ha portato alla condanna del quarantenne a 9 mesi di reclusione per l'accusa di lesioni personali ai danni del padre. Picone, elettricista originario di Grotte, lo avrebbe incontrato per strada e brutalmente picchiato. L'episodio sarebbe avvenuto il 15 aprile del 2016, al termine di un litigio nel quale, sembrerebbe, Picone avrebbe apostrofato il padre con insulti e invettive prima di picchiarlo. Adesso, invece, l’accusa è di atti persecutori e coinvolge sia la madre di Picone, in qualità di vittima, che la moglie del quarantenne che avrebbe perseguitato i suoceri insieme al marito. A decidere il loro rinvio a giudizio, lo scorso luglio, è stato il giudice dell’udienza preliminare Luisa Turco.

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