Grotte, l'omicidio del tabaccaio: il fratello reo confesso trasferito all'ospedale psichiatrico giudiziario

Il 64enne Pietro Chiarenza, in occasione dell'incidente probatorio, è stato ritenuto dal perito totalmente incapace di intendere e volere

Il luogo dell'omicidio, nel riquadro Roberto Chiarenza

Pietro Chiarenza, il sessantaquattrenne di Grotte, reo confesso dell'omicidio del fratello Roberto, 56 anni, giudicato totalmente incapace di intendere e volere in seguito a una perizia, lascia il carcere e viene trasferito all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.

Il ricovero è stato deciso dopo che lo psichiatra Leonardo Giordano, su incarico del gip Francesco Provenzano, nell'ambito dell'incidente probatorio, ha visitato Chiarenza e ha escluso del tutto la sua capacità di intendere e volere, aggiungendo che si tratta di una persona socialmente pericolosa.

Il processo, tuttavia, i cui esiti assolutori sono scontati alla luce della perizia, si farà perchè il perito ha ritenuto che l'indagato fosse capace di parteciparvi.

La perizia è stata disposta su richiesta del pubblico ministero Cecilia Baravelli. Pure il difensore dell'indagato - l'avvocato Loretta Severino - ha nominato un proprio consulente di parte. Il 4 giugno, in aula, davanti al gip, sono stati riferiti gli esiti della relazione nell'ambito dell'incidente probatorio. L'omicidio è avvenuto la mattina dell'8 aprile, giorno del mercoledì santo. Roberto Chiarenza sarebbe stato colpito con delle coltellate prima allo stomaco, poi al collo in tre distinte fasi.

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