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Il luogo dell'omicidio, nel riquadro la vittima

Il luogo dell'omicidio, nel riquadro la vittima

Morto per una caduta dopo avere ucciso a coltellate il fratello, chiuso il processo

La difesa del 64enne Pietro Chiarenza produce l'attestazione del decesso e il giudice dispone il non doversi procedere

Non doversi procedere per morte dell'imputato. Si è concluso con questo verdetto, emesso dal gup Alessandra Vella, il processo a carico di Pietro Chiarenza, il 64enne di Grotte deceduto l'11 dicembre all'ospedale San Giovanni di Dio in seguito ad una caduta nel bagno della comunità terapeutica dove era ricoverato.

Il difensore - l'avvocato Loretta Severino - ha prodotto il certificato di morte e il procedimento per l'omicidio del fratello Roberto si è subito chiuso. Pietro Chiarenza, la mattina dell'8 aprile, secondo quanto da lui stesso confessato, aveva ucciso a coltellate il fratello 56enne tabaccaio, inseguendolo e colpendolo più volte, dopo un tentativo di fuga e una reazione della vittima che lo aveva ferito a un occhio, nella palazzina di via Orsini, a Grotte, dove vivevano in due appartamenti separati.

In considerazione della sua assai precaria salute mentale, che stava certamente alla base dell'omicidio da lui commesso, era stato ricoverato in una struttura psichiatrica detentiva. La stessa vittima, negli anni precedenti, era stata arrestata per stalking venendo poi assolto sulla base di una perizia psichiatrica che accertava la sua totale incapacità di intendere e volere. Sulla morte di Pietro Chiarenza è stata avviata un'inchiesta sulla base delle denunce del legale. 

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