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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Grotte

Medico derubato con finto malore di una donna, giudice "corre" per evitare la prescrizione ma si perde fascicolo

Battuta di arresto del processo a carico di quattro imputati perchè in Procura non si trovano gli atti

Per concludere il processo e scongiurare il rischio che la prescrizione spazzasse via le accuse nei confronti dei tre imputati, il giudice monocratico Alessandro Quattrocchi aveva fissato udienze ravvicinate e disposto persino ricerche internazionali dei testimoni a mezzo di Interpol. Ieri mattina, però, l'udienza del processo è saltata perchè, negli uffici della Procura, si è perso il fascicolo del processo. Un banale intoppo che dà un altro mese di “vantaggio” agli imputati perché il giudice, ieri mattina, non ha avuto altre alternative che disporre un rinvio. Il processo è quello a carico di quattro imputati accusati di avere adescato un anziano medico con la scusa che una di loro era incinta per derubarlo del portafogli che conteneva quasi 400 euro.

I presunti componenti della banda di ladri, accusati di avere commesso il furto in casa del professionista, considerato che i fatti risalgono al 13 giugno del 2011, anche qualora dovesse essere accertata la loro responsabilità, potrebbero uscirne indenni per effetto della prescrizione. Tre testimoni (la badante, il figlio e una vicina di casa della vittima), peraltro, non si trovano e neppure l’anziano può testimoniare visto che, nelle lungaggini della giustizia, è morto. Il giudice, all'udienza precedente, ha disposto nuove ricerche dei testimoni e la notifica, da eseguire con l’Interpol, di uno dei tre che è stato rintracciato all’estero. Sotto accusa Giuseppe Matina, 49 anni, Amedeo Restivo, 26 anni, Gianluca Stagno, 29 anni e Jenny Ehing, 26 anni. Gli imputati hanno nominato come difensori gli avvocati Daniele Re, Gianfranco Pilato, Ninni Giardina e Angelo Benvenuto. La vicenda risale al 13 giugno del 2011. Ehing, secondo la ricostruzione dell'episodio, con una scusa, avrebbe chiesto di entrare in casa dell'anziano medico. ”La prego, mi aiuti. Sto male e sono incinta, ho bisogno di un medico”. In realtà si sarebbe trattato di un pretesto per fare entrare anche gli altri complici che, una volta all'interno, hanno chiesto di andare in bagno e avrebbero rubato il portafogli dell’anziano medico che conteneva 370 euro. Si torna in aula il 12 febbraio. Nel frattempo sarà setacciato l’archivio alla ricerca del fascicolo che il personale addetto alla conservazione deve avere inserito nel posto sbagliato. 

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