Anziano medico derubato da banda grazie a finta donna incinta che chiede soccorsi, rintracciati i testi

Il processo, a rischio prescrizione, si era bloccato ma i carabinieri li hanno rintracciati all'estero

Un testimone è stato rintracciato in Germania ed è stato individuato pure l'indirizzo, l'altro si trova Romania ma non si sa dove con precisione, uno è a Canicattì e del quarto non vi è traccia. Il maresciallo Davide Contraffatto, comandante della Stazione di Grotte, riferisce in aula gli esiti dell'attività dalla quale dipende la conclusione del processo.

Per concluderlo e scongiurare il rischio che la prescrizione spazzasse via le accuse nei confronti dei quattro imputati, il giudice monocratico Alessandro Quattrocchi aveva fissato udienze ravvicinate e disposto persino ricerche internazionali dei testimoni a mezzo di Interpol. La situazione, in parte, si è sbloccata. Il processo è quello a carico di quattro imputati accusati di avere adescato un anziano medico con la scusa che una di loro era incinta per derubarlo del portafogli che conteneva quasi 400 euro.

I presunti componenti della banda di ladri, accusati di avere commesso il furto in casa del professionista, considerato che i fatti risalgono al 13 giugno del 2011, anche qualora dovesse essere accertata la loro responsabilità, potrebbero uscirne indenni per effetto della prescrizione.

Tre testimoni (la badante, il figlio e una vicina di casa della vittima), peraltro, non si trovano e neppure l’anziano può testimoniare visto che, nelle lungaggini della giustizia, è morto. Sotto accusa Giuseppe Matina, 49 anni, Amedeo Restivo, 26 anni, Gianluca Stagno, 29 anni e Jenny Ehing, 26 anni. Gli imputati hanno nominato come difensori gli avvocati Daniele Re, Gianfranco Pilato, Ninni Giardina e Angelo Benvenuto.

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Dei quattro testi, uno è stato rintracciato nella vicina Canicattì: per lui il giudice ha disposto l'accompagnamento coattivo in tribunale per il 6 maggio. Per rintracciare il testimone residente in Germania è stata nuovamente allertata l'Interpol. Per gli altri due il pm Alfonsa Fiore ha chiesto di utilizzare le dichiarazioni rese prima del processo e il giudice dovrà decidere.  

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