Medico derubato in casa da banda con finta donna incinta, prescrizione a un passo per colpa del....Covid

Per concluderlo erano state fissate udienze ravvicinate ed era stata allertata l'Interpol per rintracciare i testimoni

Un testimone era stato rintracciato in Germania ed era stato individuato pure l'indirizzo, l'altro si trova in Romania ma non si sapeva dove con precisione, uno era a Canicattì e del quarto non vi era traccia. Ogni sforzo investigativo, a distanza di tanti anni, fatto di recente per scongiurare la prescrizione è ormai spazzato via dall’emergenza legata al Coronavorus.

Per concluderlo e scongiurare il rischio che la prescrizione cancellasse le accuse nei confronti dei quattro imputati, il giudice monocratico Alessandro Quattrocchi aveva fissato udienze ravvicinate e disposto persino ricerche internazionali dei testimoni a mezzo di Interpol. La situazione, in parte, si era sbloccata ma il nuovo rinvio di questa mattina, necessario per la pandemia che ha fermato il mondo e pure i processi, rischia di rendere tutto inutile.

Il processo è quello a carico di quattro imputati accusati di avere adescato un anziano medico di Grotte con la scusa che una di loro era incinta per derubarlo del portafogli che conteneva quasi 400 euro. I presunti componenti della banda di ladri, accusati di avere commesso il furto in casa del professionista, considerato che i fatti risalgono al 13 giugno del 2011, anche qualora dovesse essere accertata la loro responsabilità, potrebbero uscirne indenni per effetto della prescrizione. Oggi il giudice ha disposto un rinvio al 24 giugno.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I termini sono stati sospesi ma saranno, comunque, soggetti a un termine massimo che è ormai pressochè impossibile da non superare. Tre testimoni (la badante, il figlio e una vicina di casa della vittima), peraltro, non si trovano e neppure l’anziano può testimoniare visto che, nelle lungaggini della giustizia, è morto. Sotto accusa Giuseppe Matina, 49 anni, Amedeo Restivo, 26 anni, Gianluca Stagno, 29 anni e Jenny Ehing, 26 anni. Gli imputati hanno nominato come difensori gli avvocati Daniele Re, Gianfranco Pilato, Ninni Giardina e Angelo Benvenuto. Dei quattro testi, uno è stato rintracciato nella vicina Canicattì: per lui il giudice aveva disposto l'accompagnamento coattivo in tribunale per questa mattina ma è saltato tutto. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • "Vendesi villa da sogno", casa Modugno a Lampedusa potrà essere acquistata

  • I contagi da Covid-19 continuano ad aumentare, firmata l'ordinanza: ecco tutti i nuovi divieti

  • A 214 km orari sulla statale 640, raffica di multe per l'elevata velocità e per uso del cellulare

  • Boom di contagi da Covid-19 ad Aragona, i genitori: "Prima la salute dei nostri figli, scuole chiuse subito"

  • Coronavirus, 7 nuovi casi: 3 ad Aragona, 2 a Sciacca, 1 ad Agrigento e a Palma

  • Coronavirus, boom di contagi ad Aragona e tamponi positivi anche a Licata

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AgrigentoNotizie è in caricamento