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Militari dell'Arma / Grotte

"Maltratta e minaccia di morte i genitori, la sorella e il cognato": gip dispone divieto di avvicinamento

Mamma e papà, temendo per la propria incolumità, in più occasioni, avrebbero richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. La misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri

Da settembre del 2019 fino a mercoledì scorso, ciclicamente, sarebbe stato l’inferno: maltrattamenti e minacce di morte. Minacce di morte, estorsioni e maltrattamenti di mamma, papà, sorella e perfino del cognato. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha, adesso, disposto a carico di un artigiano trentaquattrenne l’allontanamento dalla casa familiare e il categorico divieto di avvicinamento alle persone offese. Una misura cautelare che è stata notificata, nelle scorse ore, dai carabinieri della stazione di Grotte che sono coordinati dal comando compagnia di Canicattì.

Il giovane grottese, che ha nominato quale suo difensore di fiducia l’avvocato Daniele Re e che dovrà restare ad almeno 300 metri di distanza dai suoi familiari, avrebbe periodicamente avuto un atteggiamento verbale violento e minaccioso nei confronti dei genitori. E in più occasioni – stando all’accusa – avrebbe anche danneggiato i mobili dell’appartamento. A quanto pare, il trentaquattrenne voleva soldi, talvolta anche modeste cifre, – appunto con insistenza e minacce - dai genitori per saldare dei debiti. Di fatto, mamma e papà sono stati costretti a sborsare il denaro. I genitori, temendo per la propria incolumità, in più occasioni, avrebbero richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Non vi sarebbero stati episodi di violenza fisica, “ma non può non rilevarsi come tali vessazioni verbali e psicologiche – ha scritto il giudice per le indagini preliminari – nonché quelle che appaiono come vere e proprie richieste estorsive si protraggano ormai quanto meno da qualche anno e, soprattutto, non cennano affatto a finire ed anzi, proprio di recente, si assiste ad una ulteriore progressione criminosa che ha provocato nelle persone offese un evidente e fondato timore circa la propria incolumità”. Ed è per questi motivi di fatto che il gip ha ritenuto sussistere specifiche esigenze cautelari per contenere il concreto pericolo della reiterazione da parte dell’indagato ed ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai congiunti. 

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