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Un escavatore bruciato in precedenza (foto ARCHIVIO)

Un escavatore bruciato in precedenza (foto ARCHIVIO)

Incendiato un mini escavatore preso a noleggio, commerciante nel "mirino"

Il mezzo era di proprietà di una ditta di movimento terra ed era impegnato a realizzare degli scavi. Il danno economico è ingente

Incendiato un mini-escavatore preso a noleggio, da una ditta di movimento terra di Agrigento, da un imprenditore di Grotte. E’ accaduto nella notte fra mercoledì e ieri in contrada Fauma, nella periferia del piccolo Comune Agrigentino. Le fiamme sono state spente, e non senza difficoltà, dai vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì. I carabinieri, coordinati dal comando compagnia di Canicattì, hanno già avviato le indagini. Nessun dubbio sul fatto che l’incendio del mezzo pesante sia di matrice dolosa.

L’attività investigativa delle forze dell’ordine adesso – appare scontato che sia così – è indirizzata a fare, e il più rapidamente possibile, chiarezza. Chiarezza, naturalmente, anche per evitare che quel misterioso incendio rimanga per sempre un rebus. Il commerciante di Grotte, una persona molto conosciuta, pare che avesse preso a noleggio il mini-escavatore Jcb 55 Z per effettuare dei lavori di movimento terra. Il mezzo aveva già realizzato, in contrada Fauma, uno scavo.

Nelle campagne di Grotte, il mini-escavatore, di proprietà di un’impresa di movimento terra di Agrigento, sarebbe dovuto rimanere fino all’ultimazione dei lavori previsti. Nella notte fra mercoledì e ieri, invece, il mini-escavatore è andato distrutto.

Oltre ai vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì, in contrada Fauma erano presenti i militari dell’Arma. Non è chiaro – non è stato reso noto, per la precisione, - se gli investigatori abbiano o meno già sentito il commerciante: colui che ha preso a noleggio il mini-escavatore. Sembra comunque scontato, ammesso che sia stato già ascoltato, che potrebbe tornare ad essere sentito nuovamente anche nei prossimi giorni. Bisogna capire, del resto, se l’imprenditore avesse o meno ricevuto minacce o se avesse o meno avuto sentore di qualcosa che non andava.

Nonostante l’attività investigativa, ieri, risultasse essere ancora in fase embrionale, secondo i carabinieri l’attentato incendiario – una intimidazione – non poteva che essere, verosimilmente, rivolta al commerciante di Grotte. Una ipotesi chiaramente. Ma una ipotesi che appare essere la più verosimile perché se qualcuno avesse voluto “colpire” l’impresa di Agrigento difficilmente si sarebbe spostato fino alle campagne dell’entroterra Agrigentino: fino a Grotte.

Il danno economico, per l’impresa di movimento terra di Agrigento, ieri mattina, non risultava essere stato quantificato con precisione. Certamente però si tratta di un danno ingente.

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