Falsi profili su facebook per vendicare fine della relazione fra donne, condannata

Cinquantatreenne riconosciuta colpevole di sostituzione di persona, la vittima in aula aveva raccontato la vicenda: "Ecco come è nato tutto"

Ripicche social con falsi profili Facebook per vendicarsi della sua ex dopo che avevano interrotto la loro relazione: Graziella Panarisi, 53 anni, di Grotte, è stata condannata per l'accusa di sostituzione di persona. Due mesi di reclusione è la pena decisa dal giudice Andrea Terranova che, invece, l'ha assolta, per non avere commesso il fatto, dall'imputazione di violazione della legge sulla privacy.

La vicenda scaturisce dalla querela dell'ex compagna, che denunciò il furto di identità, aggiungendo di essere stata vittima di minacce e ricatti.

“Era una bravissima donna – aveva raccontato in aula - fino a quando non beveva, quando era ubriaca tirava fuori il coltello e mi minacciava”.

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La presunta vittima, che si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Contato, aveva aggiunto: “Non voleva che io interrompessi la nostra relazione, mi disse che se l’avessi lasciata avrebbe iniziato a pubblicare su Facebook le mie foto intime”. L’imputata, difesa dall’avvocato Gianfranco Pilato, avrebbe iniziato a vendicarsi quando, a partire dal settembre del 2016, la loro relazione sentimentale cessò. 
 

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