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"Condannato per spaccio di droga finisce in carcere ma è malato", 55enne ai domiciliari

Il tribunale di Sorveglianza dispone la detenzione in casa per Vincenzo Russello che deve ancora finire di espiare una pena di quattro anni

Condannato a quattro anni di reclusione per l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga, ottiene l'affidamento in prova ai servizi sociali per scontare il residuo pena di un anno. Il giudice, però, dopo avere letto le informative dei carabinieri che erano andati a cercarlo a casa negli orari serali, dove avrebbe dovuto restare per effetto delle prescrizioni imposte, e la relazione dell'Ufficio esecuzione penale, gli ha revocato il beneficio disponendo l'immediata traduzione in carcere. Il tribunale di Sorveglianza, infine, dopo che la difesa ha documentato il suo stato di salute precario e la "sostanziale inesistenza di attività lavorativa", gli ha concesso la detenzione domiciliare.

"Ha violato le prescrizioni", 55enne finisce in carcere

Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Vincenzo Russello, 55 anni, di Grotte. All'uomo, difeso dall'avvocato Gianfranco Pilato, lo scorso novembre era stato concesso di espiare il residuo di pena in regime di affidamento in prova ai servizi sociali.

I carabinieri, in due circostanze, non lo hanno trovato a casa dopo le 21 e - in uno dei due controlli, scattato otto minuti dopo il termine - Russello si è giustificato dicendo di essere stato al bar. L'Ufficio esecuzione penale esterna, che si occupa proprio di verificare il rispetto dei programmi di recupero alternativi alla detenzione in carcere, ha inoltre comunicato che Russello - interrogato su delega del magistrato - non era a conoscenza delle dinamiche operative dell'azienda di Roma di cui sosteneva si sarebbe dovuto occupare nell'ambito del programma di affidamento in prova.

Il magistrato di sorveglianza, nell'attesa delle decisioni del tribunale al quale ha trasmesso gli atti, tre settimane fa ha immediatamente sospeso l'affidamento in prova disponendo la reclusione in carcere. 

Adesso l'organo collegiale ha preso la decisione definitiva e gli ha concesso la detenzione in casa. 
 

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