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Sabato, 13 Aprile 2024
La pandemia

Coronavirus e green pass, si cambia ancora: addio scadenza?

Le regole verranno modificate tra una settimana, tuttavia il governo studia già se estendere a febbraio la validità da sei a nove mesi per chi ha ricevuto la terza dose. Ma c'è anche l'ipotesi di togliere per ora del tutto la scadenza del certificato verde: ecco perché

La variante Omicron del nuovo coronavirus, che potrebbe contagiare il 60% degli europei entro marzo, ha avviato una nuova fase della pandemia e potrebbe avvicinarla alla sua fine. almeno nel vecchio continente. A dirlo è il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa, Hans Kluge: "È plausibile che la regione si stia avvicinando alla fine della pandemia", invitando comunque alla cautela. Dall'inizio della pandemia i contagiati in Italia sono vicini a quota 10 milioni, mentre sono 2,7 milioni quelli attualmente positivi. I morti (ieri 227) sono in calo rispetto ai giorni precedenti, mentre si registra un lieve incremento (+9) dei ricoverati in terapia intensiva: sono 1.685. Scende al 14,9% il tasso di positività. Ma tutti gli occhi sono puntati sul Green Pass. Vi spieghiamo perché.

Green Pass con scadenza infinita

In Italia il governo studia se estendere la validità del Green Pass da sei a nove mesi per chi ha ricevuto la terza dose di richiamo. Ma c'è anche l'ipotesi di togliere per ora la scadenza del certificato verde in caso di booster già fatto. Il tema è giù sul tavolo del ministero della Salute. Non c'è tanto tempo a disposizione per cambuare (per la quinta volta in sei mesi...) la durata del Green Pass. Mentre non è ancora operativa infatti la riduzione da 9 a 6 mesi (che entrerà in vigore dall’1 febbraio), la validità del Super Green Pass, per chi ha ricevuto il booster, si allungherà di nuovo: a 9, a 12 mesi o addirittura senza scadenza. E' indispensabile, perché altrimenti a partire da marzo decine di milioni di italiani restino privi della certificazione verde che adesso è necessaria praticamente ovunque.

La decisione non arriverà subito: serviranno almeno alcune indicazioni della comunità scientifica per capire quale durata dell’efficacia del vaccino può garantire il booster e si guarda a quello che avverrà nelle prossime settimane nei Paesi che dall’inizio della pandemia fanno da apripista: Israele e il Regno Unito. Ma nel corso del mese di febbraio, il governo (chissà se con Draghi a Palazzo Chigi o con un altro premier) dovrà nuovamente modificare la validità del Super Green Pass, almeno per i vaccinati con tre dosi visto che la quarta, al momento, non è neanche all’orizzonte e forse non si farà mai a tutta la popolazione.

I primi a cui scadrebbe il Green Pass con le nuove regole sono medici e personale sanitario, persone fragili e anziani, che hanno fatto la terza dose a partire dai primi di ottobre e dunque la validità della loro certificazione scadrà ai primi di marzo. Irragionevole trovarsi in una situazione in cui si esclude dalla vita sociale chi è più coperto e in regola con i cicli vaccinali. "Dunque, non resta che la proroga per un tempo ancora indefinito - ipotizza oggi Repubblica - almeno per arrivare all’autunno, quando è possibile che un nuovo richiamo si renda opportuno soprattutto per i più fragili o per chi, come il personale sanitario, è più esposto al contagio".

Nessuna novità invece per chi è guarito dal Covid o per chi ha fatto solo le prime due dosi: in questi casi la durata del certificato resterà di sei mesi. Entro quella scadenza per vederlo rinnovato sarà necessario fare comunque il booster.

Green Pass da 9 a 6 mesi (ma non serve scaricarlo di nuovo)

Dunque, da martedì 1° febbraio, la durata di tutti i Green Pass si accorcerà da 9 a 6 mesi. Attenzione: non servirà scaricare di nuovo il certificato, saranno le App di verifica a riconoscere come validi i qr code di chi ha fatto l’ultima dose da non più di 180 giorni, anche se la scadenza riportata non risulta mutata.

Una durata ridotta del certiticato per tutto il 2022 sarebbe un colpo troppo duro per il turismo: molti dall'estero, magari vaccinati con due o tre dosi, rinuncerebbero a prenotare vacanze in Italia senza avere certezze su cosa potrebbero fare nel nostro Paese da marzo in avanti.

A rendere urgente la proroga del Green Pass per chi ha già fatto la terza dose ci sono proprio le sollecitazioni degli operatori turistici che hanno lanciato l’allarme sull’impossibilità di programmare la stagione primaverile vista l’anomalia delle regole italiane diverse da quelle degli altri Paesi europei e non solo dove la durata della certificazione vaccinale è più lunga, da 9 a 12 mesi. E dunque, per fare un esempio, un turista americano che ha fatto la terza dose già ad agosto o a settembre si ritrova nell’impossibilità di programmare un viaggio in Italia dove il suo Pass risulterebbe già scaduto e non rinnovabile visto che la quarta dose non è disponibile.

Al contrario, un italiano con Green Pass scaduto, ad esempio un guarito da più di sei mesi che non ha fatto il richiamo o con doppia dose senza booster, potrebbe andare all’estero e muoversi liberamente in tutti quei Paesi in cui la certificazione vaccinale è valida più a lungo, da 9 a 12 mesi. Un cortocircuito, non il primo.

Altro tema da dirimere è quello dell'obbligo del tampone per chi arriva dall'estero. L'ordinanza del ministero della Salute che lo prevede scade il 31 gennaio e se non verrà rinnovata nei prossimi giorni dall'1 febbraio cesserà di avere vigore. La prescrizione è valida anche per chi ha il green pass o ha ricevuto il booster. La discussione è aperta, si vedrà se prevarrà la posizione di chi chiede di far scadere l'ordinanza per dare respiro al turismo.

La truffa dei positivi che vanno a fare il tampone al posto di un altro

Negli scorsi giorni i Nas e i carabinieri hanno battuto a tappeto le farmacie del Nord per smascherare l'ennesima truffa. Il servizio è stato deciso dopo l'aumento di casi di positivi che si sono presentati con il codice fiscale di amici e conoscenti No Vax in modo da fare risultare anche loro positivi e successivamente guariti. Nelle farmacie e nelle strutture dove vengono effettuati i test gli operatori sono, infatti, "tenuti a controllare l'identità delle persone che si sottopongono al test, essendo un trattamento sanitario che si conclude con un referto", spiega il comandante del gruppo tutela della salute dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli. Anche in questo caso, i No Vax hanno utilizzato le chat e in particolare Telegram per il «passaparola» nella pratica illecita. Sarebbero una cinquantina in tutto i punti Covid dove sono state riscontrate irregolarità.

(fonte: Today

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