Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Sciacca, "Grande Hotel San Calogero": uno dei monumenti allo spreco più antichi d'Italia

Milioni di euro (allora miliardi di lire) per costruire, ristrutturare, poi riqualificare e comunque abbandonare le due strutture ricettive a due passi dalla Basilica di San Calogero, sul Monte Kronio. E' una delle tante, sconfortanti, storie di "incompiute" di cui è costellata la storia dell'Agrigentino che vanta ancora dei primati negativi in fatto di gestione della cosa pubblica

Milioni di euro (allora miliardi di lire) per costruire, ristrutturare, poi riqualificare e comunque abbandonare le due strutture ricettive a due passi dalla Basilica di San Calogero, sul Monte Kronio. E' una delle tante, sconfortanti, storie di “incompiute” di cui è costellata la storia dell'Agrigentino che vanta ancora dei primati negativi in fatto di gestione della cosa pubblica. Stavolta è “competente territorialmente” Sciacca che è “protagonista” con il “Grande Hotel San Calogero”, uno degli "sperperi" più antichi d'Italia.

Una bene che potrebbe rappresentare ricchezza e diventa solo un monumento allo spreco: dopo il “fallimento” delle Terme saccensi, fallimento non solo in termini prettamente economici ma anche in fatto di scarsa capacità di gestione e di operare la crescita di un territorio da parte di chi amministra i beni stessi, la Regione è artefice di questo altro “mancato successo” guadagnato grazie alla semplice quanto incredibile mancanza di un allaccio alla rete fognaria. Storie di "ordinaria disamministrazione".

Nella storia di questa opera, raccontata dal giornalista Franco Iacch, si evidenzia una seria incapacità della Regione di mettere a frutto i fondi impiegati per delle strutture ricettive che avrebbero di certo fornito un importante “strumento” in più alla Città termale, tra le più rinomate d'Italia. Assieme al “Grande Hotel San Calogero”, una struttura di cinque livelli fuori terra, addossato alla parete rocciosa che ospita le storiche stufe di San Calogero, conosciute sin dall’antichità per le loro proprietà terapeutiche, si era, infatti, realizzato il “Piccolo albergo” che invece sta sulla sommità del Monte Kronio.

Nella cronistoria dell'albergo il punto di partenza è rappresentato dall'apertura del cantiere nel 1954. Non si sa quanto effettivamente durarono i lavori, ma nel 1993 si registrò la prima inaugurazione cui seguì la chiusura, una ristrutturazione posta in essere nel 1999, un'altra inaugurazione e la nuova “non apertura”.

Mentre il "Piccolo albergo”, pare, rimase in attività fino agli anni '80 per poi subire la stessa sorte.

Dopo la ristrutturazione del “Grande Hotel", costata altri miliardi, venne realizzato il progetto per il depuratore e il collettore di scarico che però non è stato ancora mai realizzato, nonostante nel 2011 la Regione diede via libera. E gli alberghi rimangono chiusi e in attesa di necessarie ulteriori riqualificazioni strutturali.

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