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Gli esperti del Crest e il turismo responsabile e sostenibile

Gli americani in visita nella città di Agrigento per illustrare la loro idea di turismo

Martha Honey, direttore del Crest, e Juan Luna-Kelser, consulente del Center for Responsible Travel e docente della Washington University, stamani hanno incontrato i giornalisti per illustrare le finalità della loro visita ad Agrigento e, in primo luogo, le ragioni per cui hanno accettato l'invito della Fondazione AGireinsieme a ricercare sul territorio le criticità che determinano una sostanziale sofferenza del comparto turistico. "Siamo stati ad Agrigento questa settimana  - hanno dichiarato Martha Honey e  Juan Luna-Kelser - invitati dalla Fondazione Agireinsieme per esaminare l’offerta turistica di Agrigento e della sua provincia. Il nostro campo di interesse è quello dei viaggi sostenibili e responsabili, cioè viaggi che siano in grado di portare benefici sia per la comunità locale, che per la tutela dell’ambiente. Il Crest realizza progetti e studi per promuovere viaggi sociali e ambientali e responsabili, capaci di incrementare l’industria del turismo. Siamo stati felici di accettare l’invito del presidente Salvatore Moncada , per il suo impegno mostrato nel voler costruire un turismo sostenibile ad Agrigento. Infatti in considerazione dei numerosi viaggi che lui compie nel mondo,  ha potuto apprezzare il fatto che quando il turismo è ben organizzato e gestito attentamente può avere impatti positivi in termini di occupazione, di indotto, di salvaguardia delle tradizione culturali e di tutela dell’ambiente. Moncada identifica Crest come un’organizzazione con una missione simile alla sua ed ha pensato che potremo contribuire ad appoggiare Agrigento nel posizionarsi come destinazione di turismo sostenibile. Durante gli ultimi giorni abbiamo fatto una valutazione con i seguenti obiettivi: identificare le risorse e gli asset del turismo, sia nella città che nelle zone circostanti, che vanno dai siti archeologici al centro storico, dalle riserve naturali alle attività nautiche e balneari, dall’enogastronomia, attraverso la visita di cantine e vigneti, alla produzione artigianale (della ceramica, dell’alimentare), dal folklore alle tradizioni popolari, dalla letteratura alle gallerie d’arte".

"La nostra valutazione - continuano Martha Honey e Juan Luna-Kelser - si è focalizzata sui modi per rafforzare l’esperienza di viaggio ad Agrigento. Abbiamo lavorato per identificare itinerari che potrebbero attirare il viaggiatore internazionale “segmentato” per settore, che cerca divertimento, nuove esperienze, e un attivo coinvolgimento durante il viaggio. Crediamo che un obiettivo principale sia riuscire a trattenere i turisti ad Agrigento e nei suoi dintorni per periodi più lunghi. In questo momento, come sapete, rimangono solamente da mezza giornata ad un giorno intero. Pensiamo che c’è la possibilità per far rimanere i viaggiatori per tre o quattro giorni, usando la città come hub: un posto in cui soggiornare, visitando ed esplorando la città e i dintorni. Un altro obiettivo è di estendere il turismo ad Agrigento, basandosi maggiormente sulle risorse locali. Non crediamo che sia necessario attrarre grosse catene alberghiere o grandi navi da crociera per costruire un industria sostenibile e di successo. Pensiamo piuttosto che il turismo possa essere rafforzato sfruttandole risorse locali: talento e capitali. Crediamo che con l’appoggio della Fondazione e la partecipazione degli stakeholder locali, un nuovo tipo di turismo può stabilirsi sfruttando la cultura e le risorse naturalistiche. Siamo convinti che Agrigento ha uno dei più preziosi siti Patrimonio dell’Umanità, ma questo deve avere un collegamento con il centro storico e le aree circostanti".

"Siamo stati fortunati
- concludono Martha Honey e Juan Luna-Kelser - ad avere la possibilità di incontrare gente meravigliosa e preparata, sia nel pubblico che nel privato e di poter vedere di persona alcuni tra i più  bei siti sia della città che dei suoi dintorni. Siamo grati a tutte le persone che ci hanno dedicato il loro tempo per approfondire le nostre conoscenze. Adesso dovremo sintetizzare la nostra analisi e redigere uno studio di fattibilità che consegneremo alla Fondazione nel prossimo mese di febbraio 2012”.  
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