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La marcia dell'indignazione, l'arcivescovo Montenegro: "Questa parte di Sicilia non può essere dimenticata"

Una marcia silenziosa a cui hanno aderito anche i familiari delle vittime della strada

 

La provincia di Agrigento ha risposto all’invito lanciato dal cartello sociale e organizzazioni sindacali, per dire basta allo stato di isolamento del territorio.  "Chi deve prendere decisioni, non può dimenticare questa parte della Sicilia",  ha detto l’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro che, da cittadino indignato,  ha marciato sulla statale 640.

"La gente è venuta perché è stanca di questo isolamento”, sono invece state invece  le parole del direttore di Pastorale Sociale della curia, don Mario Sorce. “Oggi Inizia una fase nuova – dice ai microfoni di AgrigentoNotizie, Alfonso Buscemi segretario provinciale della Cgil -   da domani devono fare i conti con la disperazione di questo territorio”.

Sindaci, preti e cittadini: tutti in fila per la marcia contro l'isolamento

“Il problema non è solo quello della 640 e della Agrigento-Palermo – ribadisce Emanuele Gallo, segretario per le province di Agrigento, Caltanissetta e Enna della Cisl – ma è anche quello della viabilità interna”.

“Chiediamo a gran voce risposte per la viabilità agrigentina che non funziona ed ha bisogno di manutenzione” è stato invece il commento di Gero Acquisto, segretario della Uil agrigentina. Alla manifestazione hanno aderito tutti i 43 comuni della provincia di Agrigento. “Finalmente – ha detto il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto - un blocco sociale solido per una rivendicazione legittima” . Tra la gente indignata, c’erano anche i familiari delle vittime della strada “Fermiamo le stragi” è stato il loro grido di dolore.
 

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