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Procura di Torino, magistrato agrigentino tagliato fuori dal Csm fa ricorso al Tar

Salvatore Vitello, a capo dell'ufficio inquirente di Siena, si oppone alla nomina di Anna Maria Loreto

Il procuratore della Repubblica di Siena, Salvatore Vitello, originario di Grotte, ha proposto ricorso al Tar Lazio contro la nomina di Anna Maria Loreto a capo della procura di Torino.

Il 18 ottobre 2018 è stato pubblicato il bando per il conferimento dell’ufficio direttivo. La quinta commissione del Csm ha avanzato al plenum una prima proposta di delibera, assunta a maggioranza (con quattro voti favorevoli), per il conferimento dell'incarico a Vitello.

La stessa commissione ha avanzato una seconda proposta di minoranza (a favore della quale sono stati espressi due voti) per il conferimento dell'incarico al pm Anna Maria Loreto.

Il plenum del Csm, con deliberazione del 18 dicembre 2019, accogliendo la proposta di minoranza, ha disposto la "nomina a procuratore di Torino, a sua domanda, di Anna Maria Loreto, "magistrato di VII valutazione di professionalità, attualmente sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Torino, previo conferimento delle funzioni direttive requirenti di primo grado".

Salvatore Vitello, originario di Grotte, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha impugnato davanti al Tar Lazio di Roma i provvedimenti con i quali il magistrato Anna Maria Loreto è stata nominata procuratore della Repubblica di Torno.

Con il ricorso, gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che il Csm avrebbe valorizzato - in modo decisivo - il "radicamento territoriale della dottoressa Loreto e non avrebbe correttamente condotto il giudizio comparativo omettendo di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate dal dottor Vitello e relativi anche ad incarichi fuori ruolo presso il ministero della Giustizia quale componente della Direzione generale dell’Organizzazione giudiziaria e quale vice-capo di gabinetto del ministro della Giustizia".

Inoltre, con il ricorso si è sostenuto che il Csm avrebbe errato nel ritenere prevalente il profilo dell'altra candidata nonostante la stessa avesse svolto solo funzioni semidirettive (procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Torino) a fronte delle funzioni direttive svolte da Vitello che è stato procuratore della Repubblica a Lamezia Terme ed è attualmente procuratore della Repubblica a Siena.

Nei prossimi mesi si terrà innanzi al TAR Lazio l’udienza di discussione del ricorso.

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