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Il flash mob dei magistrati onorari nelle scorse settimane

Il flash mob dei magistrati onorari nelle scorse settimane

"Magistratura onoraria senza tutele", conclusa settimana di sciopero

Va in archivio l'ennesima protesta dei "precari della giustizia" che sollecitano maggiori garanzie da parte dello Stato. Le udienze si sono celebrate con l'intervento dei pm togati

Va in archivio l'ennesima protesta della magistratura onoraria contro "l’assenza di tutele assistenziali e le modalità di retribuzione a cottimo che hanno prodotto devastanti conseguenze". Da martedì e fino a oggi, ovvero per tutta la settimana, c'è stata la nuova astensione dal lavoro dei "precari della giustizia", ovvero i vice procuratori e i giudici onorari di tribunale che, ogni giorno, garantiscono lo svolgimento di decine di processi.

Nelle settimane precedenti c'era stato pure un flash mob di protesta, con numerosi magistrati onorari che hanno manifestato davanti al palazzo di giustizia di via Mazzini. "Il ministero - si legge in un documento di rivendicazione - non ha fornito alcuna concreta prova di resipiscenza rispetto all’impostazione dei decreti in discussione in Parlamento, anzi dalla lettura di quanto viene discusso si persiste nel non riconoscere ai magistrati onorari in servizio le vere tutele che spettano a tutti i lavoratori in un Paese democratico e civile come il nostro. Addirittura si pone la previdenza interamente a carico del lavoratore e si riconosce un’indennità chiamata “fisso”, che risulta indecorosa e vergognosa non essendo una reale retribuzione fissa".

L'adesione è stata pressochè totale. Per questa nuova astensione sono stati i pm togati a svolgere in udienza l'attività che di solito delegano ai cosiddetti Vpo (vice procuratori onorari). I giudici onorari, invece, oltre a svolgere le funzioni giudicanti monocratiche ( l'unica eccezione riguarda i processi che hanno il filtro dell'udienza preliminare), compongono i collegi.

"A questo punto - aveva detto nei giorni scorsi il coordinatore circondariale della Federmot, Roberto Gambina - si ritiene di aderire all'astensione, al fine di poter ottenere la giusta equiparazione di lavoratori con tutele e previdenza e soprattutto dignità ad ogni soggetto che da venti anni serve lo Stato italiano con diligenza e professionalità".

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