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 Giuseppe Palminteri

Giuseppe Palminteri

Un agrigentino in Nuova Zelanda, Giuseppe Palminteri: "Ho mollato tutto e adesso sono felice"

Il nostro nuovo volto della settimana vive dall'altra parte del mondo, aveva un contratto a tempo indeterminato ma nonostante questo ha scelto di cambiare vita

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Dove vivi? Dall’altra parte del mondo. Si, è proprio lì che lavora ed ha deciso di vivere un agrigentino. Lui è Giuseppe Palminteri ed è un tecnico di Radiologia, che ha messo radici in Nuova Zelanda. Posto, dove esercita la sua professione, quella del tecnico radiologo.  E’ iniziato tutto da una lavagna bianca, dalla voglia conoscere il mondo e di amarlo profondamente. Dall’altra parte del mondo, lasciando via le illusioni e le porte in faccia. Giuseppe ha scelto di partire, trovando la felicità nella sua “Sicilia” estera, che per lui è la Nuova Zelanda.  

Perché hai scelto di lasciare Agrigento?

“L'idea di vivere all'estero nacque dopo 3 anni di lavoro sottopagato e false promesse. Nonostante un contratto a tempo indeterminato decisi di licenziarmi. Trovare un altro lavoro si stava rivelando un'ardua impresa, ricevevo solo offerte ridicole, e così capii che era ora di ampliare i miei orizzonti. Oggi sono veramente felice e grato di non aver trovato un lavoro in Italia e di non essere sceso a compromessi. Per i primi 3 anni all'estero ho vissuto in Inghilterra. Arrivai a Leicester giusto qualche mese prima della celebre vittoria calcistica. Nel giro di poco tempo, Leicester, è passata da essere una città sconosciuta a città di cui tutti hanno sentito almeno parlare. L'Inghilterra è un ottimo posto per iniziare: il lavoro non manca, impari bene la lingua e puoi fare carriera. Tuttavia, non era il nostro luogo ideale, ed eravamo alla ricerca di un posto più adatto al nostro modo di vivere e ai nostri sogni. Così un giorno, mia moglie ed io, abbiamo preso una lavagna bianca e scritto un elenco delle più svariate nazioni del mondo con i relativi pro e contro, decidendo infine la Nuova Zelanda.  Non potevamo fare scelta migliore.  Qui in Nuova Zelanda ci troviamo benissimo. Io e mia moglie ci diciamo spesso che è "una Sicilia che funziona". Paesaggi mozzafiato, spiagge stupende, natura, giardini e verde pubblico incredibili, clima ottimo, gente solare e disponibile e il lavoro non manca ed è ben pagato. Le differenze ovviamente si sentono, ma penso che la diversità vada abbracciata e non criticata.

Ti manca la tua città?

Mi mancano i miei genitori, mia sorella, parenti e amici. Ma anche le arancine, la tavola calda in generale, e i dolci Siciliani. Di Agrigento mi mancano le passeggiate al viale della Vittoria ed in via Atenea, ma anche la bellissima Valle dei Templi, che non mi sono mai stancato di ammirare, specialmente la sera. Ma ricordo bene anche un bel messaggio dipinto proprio sotto la Villa del Sole, purtroppo, ormai sbiadito".

Cosa cambieresti di Agrigento?  

"La testa delle persone. Agrigento, e la Sicilia in generale, non avrebbe nulla da invidiare alla Nuova Zelanda o a qualsiasi altro posto nel mondo, ma per qualche motivo le cose proprio non funzionano. Cambierei il concetto del posto fisso. In Nuova Zelanda, come in Inghilterra, si cambia lavoro come si cambia macchina. Quando non ti piace più o hai solo voglia di cambiare, lo fai e basta. Un'alternativa migliore la trovi. E se cambi idea, torni indietro senza problemi. Altra cosa che si scopre vivendo all'estero è che anche se in Italia si sente parlare del "problema degli immigrati", in realtà, loro sono solo una piccolissima percentuale. All'estero, che tu sia al lavoro o a fare una passeggiata, sei circondato da gente proveniente da tutto il mondo. Sempre. È una cosa bellissima e le cose funzionano. Che siano altri i problemi in Italia?".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?  

"Di non accontentarsi. Purtroppo, sono in molti ad accettare stipendi inadeguati. È molto triste vedere che i giovani sono addirittura felici di ricevere briciole; non si rendono conto che così diventano complici di questo sistema marcio. Altro consiglio che mi sento di dare è di imparare almeno un'altra lingua e fare un'esperienza all'estero. Ti apre la mente e ti fa rendere conto di tante realtà e tanti aspetti che non avevi mai considerato. E se andate in Inghilterra non esiste solo Londra! È bellissima, ma troppo cara e caotica".

Sogni di tornare?

"Non so se tornerei mai ad Agrigento. Potrei considerarlo se trovassi condizioni equiparabili a quelle che ho qui: un ambiente di lavoro in cui ci sia rispetto, armonia, crescita professionale e uno stipendio adeguato. Probabilmente un'utopia, ma chi lo sa".

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