Dentro al cuore una palla a spicchi, Giuseppe Giocondo: "La mia città merita rispetto"

Il 30enne vive e lavora a Milano da undici anni. Nel suo curriculum anche la grande e smisurata passione per la pallacanestro

Giuseppe Giocondo

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Lontano dalla propria terra da undici anni. L’ambizione di volere sempre di più e la passione vera per il basket. Il nostro volto della settimana si chiama Giuseppe Giocondo, agrigentino che vive a Milano. Una palla a spicchi dentro lo zaino e la carriera nel mondo della Consulenza. Ecco la storia di Giuseppe Giocondo.

Ciao Giuseppe, raccontaci la tua storia

"Ciao a tutti. Vivo a Milano da ormai 11 anni e mi occupo di Consulenza oltre a coltivare il mio hobby della pallacanestro. Agrigento e Porto Empedocle mi mancano sicuramente molto, perchè rappresentano la mia famiglia, i miei luoghi, i miei colori e le mie esperienze. Fortunatamente ho la possibilità di tornare per le feste, in estate e sicuramente in futuro avrò due motivi in più, dato che diventerò zio". 


In cosa, secondo te, deve migliorare la tua città?

"Agrigento, anche se il discorso vale un pò per tutta la Sicilia, merita più rispetto da parte delle persone che la popolano. Parlo di pulizia verso i proprio luoghi, di senso civico, di consapevolezza di possedere un tesoro comune da salvaguardare e da mostrare con orgoglio a chi invece viene per ammirare. Non è un problema di amministrazione ma di responsabilità di ogni singolo cittadino".


Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Non credo di avere dei consigli vincenti da dare, ogni giovane è giusto che segua la sua strada e faccia le sue esperienze e i suoi errori. Semmai, ricollegandomi alla domanda precedente, mi piacerebbe vedere nei giovanissimi una duplice missione: personale, verso le proprie ambizioni e i propri sogni e collettiva, verso il rispetto del prossimo e la valorizzazione di ciò che non è 'mio' ma "nostro". 


Sogni di tornare a vivere per sempre ad Agrigento?

"Credo che la maggior parte delle persone che lasciano casa, sognano un giorno di ritornarci. Al momento è più un sogno che un obiettivo, ma mai dire mai"

Qual è il tuo più grande sogno professionale?

"Il mio più grande sogno è quello di realizzarmi nelle mie passioni, lavorative e cestistiche e trovare l'equilibrio e l'autonomia per poter dedicare più tempo proprio alla mia terra d'origine".

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