Tassa di soggiorno, parla Giuseppe Di Rosa: "Che fine hanno fatto i soldi?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Che fine hanno fatto o che fine faranno (se non spesi) i 4.000.000 di € accumulati con la “Tassa di Soggiorno” e la “Tassa di Stazionamento”?

L'amministrazione continua ad inserire nominativi nella “Consulta Turismo”, ma per decidere cosa e quando, visto che siamo a fine mandato ed a breve si andrà al voto e visto che si possono spendere solo circa 20.000€ dei 4.000.000 di € circa accumulati?

L'Amministrazione spieghi alla città che fine faranno i soldi se non spesi e dica qual' è il “cavillo burocratico” per il quale non si possono spendere i fondi che potrebbero migliorare di molto i servizi al turismo;

La consulta, nominata dopo il termine della sindacatura, è stata recentemente riunita per dire che “i soldi della tassa di stazionamento e di soggiorno introitati negli anni scorsi, ovvero circa 4.000.000 milioni di € cioè 8 miliardi delle vecchie lire, non potranno essere spesi PER UN CAVILLO BUROCRATICO” (in poche parole la mancata approvazione dei documenti contabili). Ma quello che molti non sanno è che contrariamente a quando mi è stato risposto ufficialmente dal sindaco, I SOLDI DELLA TASSA SI SOGGIORNO E DELLA TASSA DI STAZIONAMENTO, SE NON SPESI, FINISCONO NEL CALDERONE DEL BILANCIO E TAPPANO I BUCHI CREATI DA CHI AMMINISTRA ANCHE PER PAGARE LE INDENNITÀ CHE AD AGRIGENTO HANNO RAGGIUNTO I 3.500.000 di € (storicamente mai raggiunto) 

Chiediamo per nome e per conto dei cittadini Agrigentini e degli addetti ai lavori che hanno contribuito a creare questo tesoretto di circa 4.000.000 di €,  quale impegno c’è stato per spendere questi soldi che, essendo una tassa di scopo,  andavano spesi come previsto dall’Art. 1 comma 2 e 2bis del REGOLAMENTO dell'imposta comunale di soggiorno della Città di Agrigento (3/2018)

2. Il gettito dell'imposta di soggiorno è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, interventi nell'ambito dei servizi pubblici locali, ai sensi di quanto previsto dall’art. 4 del D. Lgs. 14.3.2011 n.23. 

2 bis Tra gli interventi in materia di turismo da finanziare attraverso un apposito piano di utilizzo, sviluppato con la consulenza della consulta dei titolari delle strutture ricettive, possono essere previsti: 

a. progetti di sviluppo degli itinerari tematici e dei circuiti di eccellenza, anche in ambito intercomunale, con particolare riferimento alla promozione del turismo culturale di cui agli articoli 24 e seguenti del codice del turismo approvato con decreto legislativo 23 maggio 2011, n 79; 

b. ristrutturazione e adeguamento delle strutture e dei servizi destinati alla fruizione turistica, con particolare riguardo all'innovazione tecnologica, agli interventi eco sostenibili ed a quelli destinati al turismo accessibile; 

c. interventi di manutenzione e recupero dei beni culturali, paesaggistici ed ambientali ricadenti nel territorio comunale rilevanti per l'attrazione turistica, ai fini di garantire una migliore ed adeguata fruizione; 

d. sviluppo di punti di accoglienza ed informazione e di sportelli di conciliazione per i turisti; 

e. cofinanziamento di interventi promozionali da realizzarsi in collaborazione con la Regione e gli enti locali; 

f. incentivazione di progetti volti a favorire il soggiorno di giovani, famiglie e di anziani presso le strutture ricettive, ubicate nel territorio comunale, durante i periodi di bassa stagione; 

g. incentivazione all'adeguamento delle strutture ricettive e dei servizi pubblici e privati all'accesso degli animali domestici e ristrutturazione con adeguamento delle stesse strutture ai fini dell'accesso di animali domestici di supporto ai disabili e ai non vedenti; 

h. progetti ed interventi destinati alla formazione e all'aggiornamento delle figure professionali operanti nel settore turistico, con particolare attenzione allo sviluppo dell'occupazione giovanile; 

i. finanziamento delle maggiori spese connesse ai flussi turistici" Il piano di utilizzo non potrà contemplare una percentuale superiore al 5% delle risorse per interventi di valenza ricreativa di respiro prettamente comunale e/o di quartiere.

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