Un aragonese nel "mondo" dei Moratti, Giuseppe Carrubba: "Mi manca l'odore della Zagara"

Agrigentino che vive e lavora a Roma, i giorni del Covid sono lontani ed i suoi sogni - ad un ad uno - sono pronti a prendere forma

Giuseppe Carrubba

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Entrare, con dedizione e sacrificio, nel mondo della famiglia Moratti. Il sogno grande, che diventa realtà, di lavorare in una multinazionale che conta quasi duemila dipendenti. Il nostro volto della settimana si chiama Giuseppe, è un aragonese  e lavora per la Saras, società fondata da Angelo Moratti e che conta un fatturato di oltre 10 miliardi di euro.

Ciao raccontaci la tua storia 

"Ciao, sono Giuseppe Carrubba, ingegnere presso la Saras S.p.A. di Roma, città dove attualmente vivo e lavoro. Dopo la maturità scientifica nel mio amato liceo scientifico Ettore Majorana di Agrigento, ho conseguito la laurea in ingegneria ambientale all'università degli studi di Palermo. Terminati gli studi, mi scontrai con una realtà lavorativa che era parecchio lontana da ciò che mi aspettavo, così decisi di investire nei miei studi con un corso specialistico e decisi di frequentare un Master universitario in Supply Chain, Logistica e infrastrutture all'università Bocconi di Milano, che mi ha formato e dato tanto, oltre che avermi aperto le porte nel mondo del lavoro. Infatti al termine del master arrivarono diverse proposte di stage e tra tanti decisi di accettare la proposta di uno stage di 7 mesi a Catania presso un azienda leader nel settore dei trasporti e nella logistica, la Fercam spa; stage che si concluse con l'inserimento in azienda ma presso la sede di Piacenza. Dopo un anno ho avuto la grande occasione di poter lavorare a Milano presso un'azienda leader nel settore petrolifero: la Saras SpA, dove iniziai prima ad occuparmi della supply & logistica petrolifera nel dipartimento supply & trading. Successivamente della compliance biofuels e vendite interne nel dipartimento Commerciale Italia, ruolo che tuttora ricopro da un anno presso la nuova sede di Roma".

Ti manca la tua città?

"Mi manca molto la mia città, nei suoi piccoli dettagli e nei suoi odori, che mi fanno viaggiare indietro nel tempo: dal fruttivendolo sotto casa che al mattino vende i frutti della sua terra con quei colori e quei sapori che non trovi in nessun altro posto in Italia, al profumo di pane appena sfornato. Passando anche soltanto da lontano dal panificio; dall'odore di zagara in campagna ai gelsomini, dal giallo degli immensi campi di grano all'azzurro del nostro fantastico mare". 

In cosa, secondo te, deve migliorare Aragona?

"Sicuramente nelle infrastrutture, sia logistiche che ricettive. La nostra terra ha un enorme potenziale, e tante risorse che non sono mai state sfruttate per tante e tante ragioni, ma credo che non è mai tardi per poter cambiare marcia e poter dare il giusto valore ad una terra che merita di essere valorizzata e di essere conosciuta non per fatti a noi tristemente noti, ma per le sue eccellenze e le sue rare bellezze".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Se dovessi dare un consiglio ai giovani direi: abbiate coraggio.  Coraggio di fare, di investire, di studiare e aprire la mente e le porte "di casa" nostra al mondo, e non aver paura di scegliere e sbagliare perchè 'soltanto chi osa vince'. Abbiamo tanto bisogno di far conoscere le nostre bellezze e le nostre unicità al mondo, perchè soltanto così potremmo riuscire a venire fuori da questo alone di mediocrità che la classe politica in primis ha creato. Negli ultimi ho notato con piacere un ritorno alla terra, alle nostre origini e alla cultura: credo sia questa la strada giusta e il consiglio che darei". 

Sogni di tornare?

"Credo che chiunque nasca in Sicilia, ci resta legato dentro per sempre e sogna di tornare. Ma non credo però sia il momento giusto in questo preciso periodo della mia vita. Dopo aver fatto su e giù per l'Italia per 4 anni, credo di aver trovato la mia dimensione a Roma, una città che ho imparato a conoscere ed amare e dove spero di poter costruire la mia famiglia".


Qual è il tuo più grande sogno professionale?

"Senz'altro diventare un giorno un esperto nel settore petrolifero e nello specifico nei biocarburanti: un mondo affascinante e in continua evoluzione, e che avrà una valenza sempre maggiore nel prossimo futuro".


L'emergenza Covid 19 ha ridisegnato la vita di tanti, come hai vissuto quei giorni di piena emergenza?

"Purtroppo in piena solitudine a Roma, lontano dalla mia famiglia e dalla mia ragazza. Non è stato per niente facile, ma allo stesso tempo è stato un periodo di grande riflessione, in cui ho avuto modo di conoscere meglio anche me stesso e i miei limiti, e mi ha dato così la possibilità di crescere come uomo. Occorre cogliere sempre i lati positivi da ogni singolo evento della nostra vita, anche se catastrofico: soltanto in questo modo quell'esperienza può farci crescere  e migliorarci,e non distruggerci". 

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