Cronaca

Servizio idrico, le associazioni: "Serve un'unità di crisi per fronteggiare l'emergenza"

Diverse sigle chiedono un intervento alla Prefettura visto il rischio che Girgenti Acque collassi

Servizio idrico sempre più a rischio sospensione, le associazioni Centro consumatori Italia, Codacons, Konsumer, Legambiente, Intercopa e il coordinamento Titano chiedono la convocazione di un tavolo di crisi per affrontare quanto verrà. Tutto scaturisce, ovviamente, dalle dichiarazioni del commissario prefettizio Venuti pubblicate ieri con cui lo stesso annunciava di fatto il rischio di uno stop nell'erogazione del servizio idrico.

"Il nuovo gestore, l’azienda speciale pubblica voluta dai sindaci dell'Ati per la gestione del servizio idrico integrato - dice la nota - ad oggi non è costituita e nemmeno operativa; l'ati non ha i presupposti per affrontare la drammaticità della crisi idrica, a cominciare dalle ingenti somme che i Comuni devono conferire nella nuova azienda per la gestione di un servizio idrico complesso come quello agrigentino in quanto riteniamo che non si può gestire con un’Azienda il cui capitale sociale è di 20.000 euro. La situazione idrica - continuano - è diventata drammatica per la contemporaneità della gestione prefettizia e della gestione del fallimento dichiarato dal Tribunale di Palermo nei confronti della Girgenti Acque Spa e della controllata Hydortecne Srl”

Per questo, aggiungono le associazioni, "al fine di evitare che i cittadini possano restare senza la continuità di un servizio pubblico essenziale", si chiede alla Prefettura di "attivare un'unità di crisi per l'emergenza idrica, non solo al fine di adottare nell'immediatezza le necessarie misure urgenti di carattere palliativo, ma, soprattutto, orientate alla ricerca delle soluzioni possibili".

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