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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

Girgenti Acque, sequestrati tutti i bilanci: salgono ad 81 gli indagati

La nuova documentazione è stata acquisita, su indicazione del procuratore Luigi Patronaggio e dell'aggiunto Salvatore Vella, dalla Guardia di Finanza. Sembrerebbe che la posizione di amministratori, società di revisione e sindaci si aggravi  

Per due giorni consecutivi, i militari della Guardia di finanza - su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, che è coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio, - hanno acquisito nuova documentazione dagli uffici della Girgenti Acque. I finanzieri, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore Vella, hanno portato via tutti i bilanci dell'azienda. 

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Sale il numero degli indagati. Nel registro, al momento, dovrebbero esserci 81 nominativi. E sembrerebbe anche che la posizione di amministratori, società di revisione e sindaci si sia aggravata.  

Pare probabile che la nuova documentazione sequestrata, nei giorni scorsi, dalle Fiamme Gialle dovrà adesso essere analizzata in parallelo e in raffronto con le centinaia di documenti acquisiti lo scorso marzo in Puglia, alla "Deloitte & touche S.p.a." che è una delle maggiori società di revisione contabile in Italia e tra le più importanti al mondo. 

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Le accuse ipotizzate - il fascicolo d'inchiesta è coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore Vella - sono: associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali. La Procura ipotizza decine di episodi di corruzione legati alle assunzioni in Girgenti Acque di cui avrebbero beneficiato, in cambio di favori, politici, professionisti e - secondo l'accusa - anche l'ormai ex prefetto di Agrigento: Nicola Diomede. 

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All'inizio dello scorso marzo, i militari del nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza di Agrigento, coordinati dal colonnello Fabio Sava, sono stati anche al Municipio di Canicattì e hanno acquisito documentazione inerente i rapporti di debito e credito avuti con Girgenti Acque. La visita ispettiva e l'acquisizione degli incartamenti venne realizzata, naturalmente, su decreto dei pubblici ministeri Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro, tutti coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio.

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Alla perquisizione - e acquisizione di incartamenti - al Municipio si sarebbe arrivati perché emergerebbe un presunto trattamento di favore, da parte del Comune di Canicattì, nei confronti della società amministrata da Marco Campione. Pare che in "gioco" vi siano debiti e crediti per milioni di euro. Già, in prima battuta, era stato iscritto nel registro degli indagati anche l'ex sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo. 

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