Cronaca

Dieci milioni di euro per "salvare" la consortile: ecco la soluzione della Regione

L'accordo è stato raggiunto oggi durante una Giunta dedicata alla vertenza idrica: le risorse non saranno però a fondo perduto

(foto ARCHIVIO)

Un maxi "prestito" di oltre 10 milioni di euro da stronare ai comuni che fanno parte della nuova società consortile idrica affinchè questi garantiscano all'Aica la sopravvivenza nella fase di avvio senza che si registri il tanto temuto crollo del sistema. Soldi che però dovranno essere restituiti.

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E' questa la conclusione "agrodolce" della giunta regionale convocata oggi pomeriggio al termine di una lunga giornata sul fronte dell'emergenza gestionale che sta interessando in questa fase il servizio idrico integrato da quando, giorni fa, il nostro giornale ha reso noto un allarme lanciato dal commissario prefettizio Gervasio Venuti sul rischio che il servizio idrico rischiasse il collasso.

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A trovare la quadra è stato alla fine l'assessore agli Enti Locali Marco Zambuto: le risorse saranno prelevate dal fondo per le autonomie locali (da qui la necessità di trasferirle ai Comuni, non direttamente all'Aica) ma dovranno appunto essere restituite, mentre in una prima fase si era "favoleggiato" di un contributo a fondo perduto che, in tempi di vacche molto magre era pressocchè impossibile da giustificare. Saranno i Municipi, in quota parte, che verseranno la liquidità nella società consortile, permettendole ad esempio di pagare stipendi, bollette e quanto necessario a partire dal prossimo 3 di agosto, giorno in cui la palla passerà dalla gestione commissariale prefettizia a quella della nuova società consortile. La proposta della Giunta dovrebbe arrivare all'Ars la prossima settimana, in modo da poter essere discussa prima della pausa estiva.

Questo di certo permetterà di garantire aleno nell'immediato il funzionamento del sistema idrico, rinviando (ma non a data da destinarsi) scelte e azioni. Certo è che tutti gli occhi sono al momento puntati su quanto avverà nei prossimi giorni a partire dalle decisioni da prendere sul futuro dei lavoratori.

"Premesso che per il mio governo il primo punto è la continuità del servizio idrico, e che l'operato del Tribunale fallimentare non consente grossi margini nell'ottica di un quadro complesso e delicato di approvvigionamento idrico - ha detto il governatore - in questa situazione di emergenza, anche di ordine pubblico, quale è quella che si configura nel territorio agrigentino, la Regione non si tira indietro e vuole fare la propria parte per trovare una soluzione. La strada - ha sottolineato Musumeci- è quella di una legge ad hoc, con la copertura finanziaria di dieci milioni di euro recuperati dal Fondo per le Autonomie locali, dopo un confronto con l’assessore Zambuto. Il ddl passa adesso alla Presidenza dell'Ars, che con una corsia di emergenza potrebbe in una settimana  licenziarlo. L’obiettivo è garantire le risorse, per i primissimi mesi di gestione, in modo da mettere l'Aica nelle condizioni di potere lavorare, dopo un pre-affidamento da parte dell'Ati".

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