Cronaca

Gestione del servizio idrico, l'accordo sembra vicino per scongiurare licenziamenti e rubinetti a secco

Alta la tensione tra i lavoratori che hanno atteso davanti al centro direzionale dell'Asi. Il confronto tra la Consortile e la curatela fallimentare è ancora in corso

Quando chiediamo se la "fumata" quasi al termine dell'incontro tra Aica, Ati e sindacati sulla prosecuzione del servizio idrico sia alla fine bianca o nera (con riferimento al fumo che indica la nomina di un papa) ci viene risposto: bianco sporco.

Una battuta, ma nemmeno tanto. Con le trattative in questo momento ancora in corso, infatti, l'unica strada che si può scegliere è quella della mediazione. Partiamo dal fronte dei lavoratori: la Consortile ha trovato un accordo con i sindacati che vedrà tutto il personale transitare alla società consortile dal 2 agosto con contratti a tempo indeterminato e una distinzione (che dovrebbe essere però solo temporanea) sulla tipologia di categoria applicata (personale di Girgenti Acque con contratto acqua/luce, personale Hydortecne con contratti metalmeccanici). Anche in tal senso non è stata messa però la parola fine: è stato infatti istituito un tavolo di concertazione per valutare la fattibilità legale di questa opzione. Fatto questo si lavorerà per convergere su un solo contratto applicato a tutti gli operatori delle due società "nel rispetto - dice il verbale - dei principi di legalità, trasparenza e imparzialità". Da chiarire ancora il destino dei lavoratori cococo e i liberi professionisti oggi comunque impegnati nel funzionamento del servizio. Di loro si parlerà in una fase successiva. Per effettuare il "transito" tra una società e l'altra, comunque, si farà riferimento ad uno specifico (e noto) articolo del codice civile, il 2112. 

Proprio per scongiurare il ricorso a questa forma, insieme a qualsivoglia cessione del ramo d'azienda delle società con cui l'Ati aveva chiuso i ponti firmando una risoluzione, i sindaci, nell'approvazione del piano d'ambito avevano fatto cassare una parte del documento. Ma si sa, à la guerre comme à la guerre.

La parte più complessa, che è ancora in fase di definizione, è però l'accordo con il tribunale fallimentare. Aica avrebbe infatti fatto sentire la propria voce, avanzando una controproposta sui costi dell'affitto del ramo d'azienda nonostante come noto la curatela avesse definito i 15mila euro al mese fissati come l'importo minimo che poteva di fatto essere richiesto.

Stante quello che trapela da porte robustamente chiuse, le parti sarebbero abbastanza vicine a raggiungere un accordo che dovrà essere redatto, reso operativo e formalmente adottato entro domani per poter poi essere operativo già da lunedì, salvando la continuità del servizio e i lavoratori.

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