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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Girgenti Acque e Hydortecne, pronti 85 licenziamenti

Secondo la società "non si intravedono misure idonee al contenimento dei costi, se non con il ridimensionamento delle attività con conseguente riduzione di personale"

Le condizioni economiche dell’azienda non consentono di mantenere l’equilibrio, verso il licenziamento 85 dipendenti della Girgenti Acque e della società “Hydortecne”.
Ad annunciarlo, nella giornata di ieri e nel silenzio complessivo, una lettera inoltrata dalla società di Marco Campione ai sindacati, con la quale, fatto il punto della situazione finanziaria del gestore del servizio idrico si conclude che “non si intravedono misure idonee al contenimento dei costi soprattutto di investimento, se non con il ridimensionamento e la riorganizzazione delle attività affidate alla Hydortecne, con conseguente riduzione di personale, avendo le società adottato ogni possibile iniziativa atta a razionalizzare i costi aziendali”.

Ad essere colpita sarà soprattutto la società di cui è amministratore il fedele “Campioniano” Pietro Arnone: su 155 dipendenti ne saranno licenziati 75 grazie all’esternalizzazione di alcuni dei servizi fin qui svolti dalla società che era stata creata nel 2014 per una serie di attività che, scrive Girgenti Acque, i soci avevano dichiarato di non voler svolgere. L’elenco è lungo, così come è stata massiccia la crescita del personale salito sul carro: dal 2014 i lavoratori assunti sono stati oltre un centinaio.

Adesso però il costo dell’operazione è troppo alto. La Girgenti Acque chiude i bilanci in passivo da un po’ (lo scorso esercizio ha visto un -1 milione di euro) e, soprattutto, vi sarebbero delle “diseconomie esterne” che nascono per il privato da “inadempienze e/o mancati riconoscimenti di partite economico-finanziarie da parte dell’Ati, che sono tra l’altro oggetto di azioni legali risarcitorie promosse dalla Società e che ancora oggi non hanno avuto riscontro”. Il riferimento è al calcolo della tariffa, all’azzeramento del Fondo per i investimenti ma, soprattutto, alla mancata consegna delle reti da parte dei sindaci “ribelli”, che “ha privato Girgenti acque – si legge - di una parte fondamentale di risorsa idrica costringendola all’acquisto della società di sovrambito”.

Insomma, si apre una parentesi sindacale importante, ma è impossibile non pensare che a gravare su questa scelta di “decapitare” il numero dei lavoratori non possa esserci anche l’acuirsi dello scontro con l’Ati, che, come noto, ha avviato le procedure per valutare l’eventuale risoluzione del contratto di fornitura. L’Assemblea – ex Ato - è accusata dal gestore, ad esempio, di aver consegnato impianti in cattive condizioni e senza alcuna informazione preliminare ma, soprattutto, di aver ostacolato la campagna per l’individuazione dei morosi. In particolare si contestano ai sindaci le ordinanze emesse contro il taglio della fornitura a chi non paga e contro il taglio della fogna.
Interessante, in conclusione, il punto di vista della società sul fenomeno della morosità: la gente, secondo il privato, non pagava perché abituata a non pagare.

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