Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Gestione commissariale del servizio idrico, è terremoto: si dimette Dell'Aira

In una lunga lettera l'avvocato, nominato dalla Prefettura alla guida di Girgenti Acque e Hydortecne, annuncia che la società potrebbe a breve sospendere l'erogazione delle attività e punta il dito contro il commissario fallimentare

Un vero e proprio "terremoto" in seno a Girgenti Acque si è consumato ieri, anche se nel silenzio complessivo. Uno dei due commissari prefettizi, Giuseppe Massimo Dell'Aira, ha infatti rassegnato le proprie dimissioni "irrevocabili" con una lunga lettera inoltrata per conoscenza a Procura della Repubblica, all'Ati, alla Regione ma anche all'ex prefetto Dario Caputo, che lo nominò insieme a Gervasio Venuti e che oggi guida l'ufficio territoriale del Governo a Varese.

Dell'Aira spiega che a contribuire alla sua "irrevocabile determinazione" è stato anche (ma forse soprattutto) "singolare, e a mio avviso illegittimo - dice - 'commissariamento' dei commissari prefettizi ad opera del commissario giudiziale, che rivendica poteri in contrasto con l'ormai consolidata giurisprudenza di merito dei Tribunali, non solo agrigentini, sulla netta autonomia tra l'azione della gestione prefettizia e quella effettivamente riferibile all'insolvente (già nel novembre 2018 e per oltre 90 milioni di euro) Girgenti Acque spa, in 'collegamento' con la Hydortechne".

Il riferimento è al commissario nominato dal tribunale fallimentare di Palermo, Aurelio Mirone, che ha il compito di valutare l'ammissibilità dei debiti della Girgenti Acque (ammontanti ad oltre 100 milioni di euro) a procedure "agevolate" previste dalla norma.

Girgenti Acque ha oltre 100 milioni di euro di debiti: ammessa a procedure fallimentari

Dell'Aira, infatti, nel difendere il suo lavoro, sostenendo che "tutti gli impegni assunti con la nomina sono stati rispettati, garantendo senza aggravi d'oneri un migliormaento della qualità del servizio, e mantenendo integralmente i livelli occupazionali già in essere, ancorché in precedenza incisi da illegittime procedure di licenziamento collettivo avviate dal concessionario e sanzionate di nullità dal giudice del lavoro", punta il dito contro Mirone.

Questi, dice infatti, avrebbe "segnalato ai commissari prefettizi l'impossibilità di procedere al pagamento dei debiti, compresi quelli tributari e previdenziali maturati in data precedente a quella in cui è stato dichiarato lo stato insolvenza" (che è di pochi mesi fa), i quali di fatto andrebbero ricadere sulla gestione commissariale, con alcuni fornitori che hanno a chiudere le porte a Girgenti Acque dopo lunghissima attesa. Il tutto con il rischio aggiuntivo che, dato il mancato pagamento dei versamenti ai lavoratori, che la società si veda rifiutata il Durc.

"Queste incongrue pretese, indonee già sul piano della pura logica a dimostrare l'erroneità delle pretese da cui procedono - dice Dell'Aira - produrranno a breve l'inevitabile sospensione dei servizi pubblici, rispetto alla quale è mia intenzione non solo sin da ora declinare qualsivoglia responsabilità civile e penale, ma soprattutto portare ad immediata conoscenza della competente Procura le cause che possono produrre un gravissimo stallo nella cura dei diritti essenziali dei cittadini".

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