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Girgenti acque e Confagricoltura: "Residui depurazione, una risorsa"

Scopo del convegno era di accrescere la conoscenza ed i vantaggi conseguenti all'utilizzo dei fanghi prodotti negli impianti di depurazione civile, a partire dalle conoscenze tecnico scientifiche sull'uso, ai riferimenti legislativi, alle scelte gestionali ed operative

Si è svolto questa mattina alle "Stoai" un convegno sul tema "I residui della depurazione: risorsa per la produzione agricola".

Scopo del convegno era di accrescere la conoscenza ed i vantaggi conseguenti all’utilizzo dei fanghi prodotti negli impianti di depurazione civile, a partire dalle conoscenze tecnico scientifiche sull’uso, ai riferimenti legislativi, alle scelte gestionali ed operative.

Al saluto e apertura dei lavori del presidente della Girgenti Acque, Marco Campione sono seguiti gli interventi dei seguenti relatori: Carmelo Dazzi, della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Palermo, Rosario Marchese Ragona, presidente di Confagricoltura, Salvatore Montana Lampo direttore territoriale Arpa, Filippo Giglio direttore responsabile della Cada e Mario Avona delle Cantine "Settesoli. Le conclusioni sono state affidate a Diego Planeta.

"Contro gli sprechi per creare nuovi posti di lavoro. La politica gestionale di Girgenti Acque raggiunge un altro traguardo: i residui della depurazione (il cui costo di smaltimento oggi ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro), diventeranno una risorsa per la produzione agricola ed il loro utilizzo come fertilizzanti aprirà in provincia di Agrigento una nuova frontiera nella coltivazione dei terreni. Il convegno rappresenta un’opportunità per fare rete tra organizzazioni dedite allo sviluppo locale, puntando in particolare al miglioramento formativo di tutti coloro che operano con e per l’ambiente. L’intesa raggiunta tra la Girgenti Acque e la Confagricoltura per la preparazione dell’evento oltre a tracciare un percorso che prevede maggiore attenzione verso le tematiche ambientali, ha come obiettivo strategico anche quello di aiutare le attività agricole ed imprenditoriali; in una espressione di sintesi, sostenere il mondo del lavoro con l’esigenza di uno sviluppo sostenibile e duraturo per tutti noi cittadini", si legge in una nota di Girgenti acque.

Per il gestore l’utilizzo della risorsa dei fanghi provenienti dalla depurazione, rappresenta un cospicuo abbattimento dei costi di produzione e conseguentemente una maggiore redditività per l’impresa agricola, con l’obbiettivo di stimolare un interesse maggiore nei giovani a intraprendere percorsi lavorativi in agricoltura.

"L'uso dei residui della depurazione nei terreni agricoli aiuterà lo sviluppo della coltivazione biologica, - si legge ancora - perchè consentirà di ridurre l'uso dei fertilizzanti chimici a beneficio dell’ambiente, ma soprattutto creerà occasioni di sviluppo economico e occupazione. Quindi nuovi posti di lavoro (braccianti, agronomi, periti ed altre specializzazioni legate anche al tipo di coltura) che in un momento di disagio sociale e difficoltà economica costituiranno una risorsa per l'intero territorio agrigentino".

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