Unione sindacale di base:"Presunte inadempienze contrattuali Girgenti Acque"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Le recenti contestazioni da parte dell’A.T.I. circa le presunte inadempienze contrattuali  di Girgenti Acque S.p.a nell’espletamento del servizio idrico integrato riguardano  l'intero ciclo produttivo del predetto servizio idrico integrato: dall'erogazione dell'acqua, allo smaltimento dei reflui, alle manutenzioni delle reti e degli impianti, ai rapporti con l’utenza.

Tante diffide, tante pagine “confutative”. Nessuna “nota riflessiva” magari andando indietro nel tempo. Nel 2004, il governo regionale concesse alla società privata Sicilia Acque S.p.A. metà delle risorse idriche della Regione per la durata di 40 anni.

Nel 2007 il servizio idrico integrato dei Comuni della Provincia di Agrigento viene affidato alla Girgenti Acque S.p.A. grazie alla convenzione stipulata con l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale Agrigento oggi A.T.I.

Girgenti Acque  S.p.A acquisisce, quindi, una sostanziale parte di rete idrica che alla luce dei fatti risulta logora da anni. Una rete che abbisogna più che di manutenzione di radicale sostituzione. Nessuna “nota riflessiva”: a) sul costo di acquisto dell’acqua da parte di Girgenti Acque S.p.A; b) sulla circostanza che con il passare degli anni, la  gestione della “rete” comporta all’azienda un notevole “sforzo” sia tecnico logistico che di risorse umana; c) sul fenomeno dilagante degli  allacci abusivi, anche di interi stabili alla condotta principale.

 Si può rimproverare a Girgenti Acque S.p.A. di non avere comunicato ai mass media ed alla popolazione agrigentina e non gli illeciti appurati,  tramite manifesti o forse bisognava inventarsi l’addetto alle “ public relations” il quale, girando casa per casa avrebbe spiegato le operazioni legittime dettate dalla logica del “paghiamo tutti per pagare meno”.     

 Infine, la mancata consegna di reti e fonti da parte di molti comuni  della provincia ha contribuito all’ingenerarsi di polemiche non certo costruttive. Il problema non troverà una soluzione se la “querelle” continuerà ad incentrarsi sul perpetuo conflitto tra pubblico e privato.  Il problema non è mettere in contrapposizione il gestore pubblico da quello privato. La “querelle”  va, invece, spostata sul concetto più generale di servizio, che necessita di risorse finanziarie adeguate e di competenze complesse e strutturate. La situazione  impone una riflessione e alcune energiche correzioni, se si vuole davvero dotare Agrigento e i comuni limitrofi di infrastrutture adeguate. Il problema della scarsità di questa risorsa non riguarda solo Agrigento e provincia ma tocca anche il resto della Sicilia. Sarebbe opportuno riflettere su come ridurre le perdite della rete idrica. 

La dicotomia pubblico-privato è, a nostro parere, un falso problema. Ciò che conta è la gestione equa ed efficiente.Vedi, le esperienze negli altri paesi europei quali l’Inghilterra dove si è verificata  la cessione totale del servizio idrico a soggetti privati.  Riteniamo che l’iniziativa privata sia legittima ed auspicabile fintanto che non vada ad intaccare e pregiudicare  l’utilità sociale.

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