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Foto d'archivio

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Girgenti acque e Hydortecne solidarizzano con i lavoratori che hanno licenziato

Le società puntano inoltre il dito contro l'Assemblea territoriale idrica, sostenendo che è l'attuale tariffa che ha costretto il privato ai licenziamenti, riducendo i fondi per le opere

"Le Società esprimono solidarietà a tutti i lavoratori direttamente e indirettamente coinvolti dal licenziamento, con i quali nel corso degli anni si sono instaurati sinceri e ottimi rapporti umani". Inizia così una nota stampa giunta nelle redazioni giornalistiche solo pochi minuti fa con la quale Girgenti Acque e Hydortecne, appunto, solidarizzano con i lavoratori che solo poche settimane fa hanno provveduto a licenziare.

Una mossa strategica e perfettamente in linea con quanto finora ribadito dal gestore del servizio idrico integrato: la colpa dei licenziamenti non è loro, ma di chi ha provocato questo stato di cose. E per la prima volta con maggior determinazione rispetto al passato, Girgenti Acque indica in una lettera inviata al prefetto le responsabilità dei 26 (più 6 che erano stati già licenziati per giusta causa) posti di lavoro in meno: l'Ati idrico.

"Il motivo posto alla base dei licenziamenti - scrivono - trova fondamento nella delibera n. 33 del 2017 dell’Assemblea territoriale idrica AG9 con la quale la nuova tariffa (per il periodo 2016-2019) è stata approvata in diminuzione, azzerando la componente destinata agli investimenti. E’ stato quindi ridimensionato il personale direttamente collegato alle attività di investimenti straordinari, che non essendo stati finanziati dalla tariffa, hanno dovuto subìre, ovviamente, una drastica riduzione". Cosa era successo? L'Ati aveva imposto una riduzione (nemmeno tanto sensibile per i cittadini) dei costi, soprattutto gli importi per la realizzazione di nuove opere. Una tariffa approvata dall'Autorità nazionale, ma che non era esattamente gradita dal gestore, il quale aveva tentato di bloccare tutto rivolgendosi al Tribunale amministrativo della Lombardia, il quale aveva respinto la richiesta di sospensiva e rinviato tutto nel merito.

La società, comunque, respinge anche le accuse dei sindacati, che ieri avevano avviato le procedure di raffreddamento preliminari allo sciopero. Tra queste il timore che i licenziamenti aggravino il carico di lavoro di chi è rimasto in servizio. "Il numero del personale dedicato alle attività ordinarie è rimasto invariato - dicono - e risulta essere adeguato e per nulla insufficiente: non potrà, quindi, registrarsi alcun aumento di carico di lavoro per il personale addetto alle attività ordinarie".

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