Giornata delle vittime della mafia, la Silp Cgil: "Serve personale per l'antimafia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Alla vigilia della giornata commemorativa di tutte le vittime della mafia sentiamo forte il bisogno di rompere il silenzio sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia di Stato Agrigentina, non distanti dalle condizioni in cui versava la Polizia del Commissario Beppe Montana al quale sarà intitolato lo stabile della Questura di Agrigento. Per rendere l’idea delle condizioni in cui versano le donne e uomini della Polizia di Stato oggi, riprendiamo una dichiarazione dello stesso Commissario Montana subito dopo l’uccisione del Magistrato Rocco Chinnici. “..«… A Palermo siamo poco più d'una decina a costituire un reale pericolo per la mafia. E i loro killer ci conoscono tutti. Siamo bersagli facili, purtroppo. E se i mafiosi decidono di ammazzarci possono farlo senza difficoltà… » negli anni a venire ci furono tante altre morti, furono arruolati tanti giovani parecchi dei quali ancora oggi in servizio e che andranno in quiescenza senza il dovuto ricambio, ma che hanno tutti contribuito ad estirpare quasi completamente quella Mafia, ed oggi combattono nuovamente una mafia nuova, diversa più subdola di quella che uccise il Commissario Montana.

Approfittiamo di questa occasione e della presenza del Signor Capo della Polizia ad Agrigento affinché che il signor Questore Dr. AURIEMMA venga messo nelle condizioni di porre rimedi utili efficaci e definitivi ad una situazione di fronte alla quale questa O.S. non intende tacere alla vigilia di una giornata così importante e significativa, nella quale per ribadire con forza l’affermazione dei principi di legalità e rispetto delle regole si deve necessariamente parlare della effettività della sicurezza dei livelli di legalità e del possesso e controllo del territorio da parte delle istituzioni a ciò preposte e tra queste in primis la Polizia di Stato.

Pur apprezzando gli sforzi del Dr. Auriemma nel cercare di risolvere le problematiche che affliggono l’organizzazione degli organici di cui dispone, non si può immaginare che l’attuale Questore di Agrigento, possa risolvere in piena solitudine e solamente con comunicati ad effetto che non trovano riscontro nella realtà. Abbiamo sentito dire di recente che ad Agrigento diminuiscono i reati, chi lo afferma sbaglia perché diminuiscono solamente le denunce, soprattutto quelle per i cosiddetti reati predatori e di microcriminalità che invece sembrano essere in aumento e la causa è da ricondurre alla mancanza dei servizi al cittadino. In un territorio come il nostro, dove è già difficile rompere il muro del silenzio e dell’omertà, quelle persone che decidono di denunciare incontrano non poche difficoltà nel farlo, perché trovano gli uffici di ricezione denunce chiusi per mancanza di ufficiali di Polizia Giudiziaria.

A nostro sommesso parere questa sfiducia generalizzata nei confronti dell’azione dello Stato è da connettere anche a queste difficoltà oggettive che il cittadino comune incontra quando intende denunciare e spesso trova lunghissime code presso gli uffici preposti a volte chiusi per mancanza di personale ed addirittura quando richiesto al 113 non vede arrivare l’unica volante presente sul territorio già impegnata in altra attività emergenziale. Questa situazione, che il SILP CGIL, denuncia già da tempo sebbene affievolita dal tentativo dell’attuale Questore di risolvere con l’assegnazione agli uffici preposti al controllo del territorio di uno sparuto quanto insufficiente numero di uomini, non solo è il massimo possibile, ma rischia di lasciare quel “… siamo poco più d'una decina a costituire un reale pericolo per la mafia…” di cui parlava il Commissario Montalbano nell’estate del 1983.-

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