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Giornata antiracket ed usura, il prefetto Cagliostro: "Il Covid ha creato bisogno di liquidità e le mafie hanno i soldi per attrarre gli imprenditori"

Il prefetto Maria Rita Cocciufa: "Quando un imprenditore decide di parlare ed è il solo a farlo, non abbiamo risolto nulla. La denuncia di uno deve essere la denuncia di tutti, della comunità. Solo così si può creare un percorso virtuoso"

"Un cittadino vessato da usura e racket delle estorsioni deve pensare che stare dalla parte dello Stato conviene, perché il percorso della legalità è sempre da privilegiare rispetto ai circuiti illegali di dazioni di denaro. I cittadini coraggiosi che denunciano non vengono abbandonati dallo Stato, tant'è vero che li segue fino all'elargizione o del mutuo e fino al reinserimento nell'economia legale". Lo ha detto - all’auditorium Rosario Livatino del polo universitario di Agrigento, durante il momento di riflessione sulle tematiche del contrasto all’usura e al racket delle estorsioni - il prefetto Giovanna Cagliostro, a capo del coordinamento istituzionale nazionale del movimento antiracket - . Ad organizzare la "Giornata della legalità" sono stati la Prefettura di Agrigento, la Legione carabinieri Sicilia e il comando provinciale dell’Arma di Agrigento. "Le denunce sono poche e le istanze di accesso al fondo di rotazione sono ancora meno. Lavorare per raggiungere questo obiettivo (le denunce ndr.) è prioritario, portando alla luce il fenomeno sommerso. Fenomeno che è sommerso anche in regioni che si dice essere esenti: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna - ha sottolineato il prefetto Cagliostro - . Il Covid ha creato bisogno di liquidità e le mafie hanno i soldi necessari per attirare gli imprenditori in difficoltà. Questo va assolutamente evitato!". 

La fanfara dei carabinieri si esibisce al Consorzio universitario

"Oggi vogliamo gettare dei semi, indurre alla riflessione non solo le autorità, i rappresentanti del mondo produttivo che sono presenti, ma soprattutto ai ragazzi delle scuole perché di questi temi se ne parla poco - ha spiegato il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa - . Estorsioni ed usura sono invece fortemente presenti in questo, come in altri, territori. Ricordiamo che una parte dell'economia finisce nelle mani e nelle tasche della criminalità organizzata e tutto tace su questo tema. Non ci sono associazioni antiracket, anche se adesso si sta muovendo qualcosa a Canicattì con 'Sos impresa'. Speriamo che questi piccoli segnali possano svilupparsi e creare una condivisione. Quando un imprenditore decide di denunciare - ha sottolineato il prefetto Cocciufa - e rimane solo, non abbiamo risolto nulla. La denuncia di uno deve essere la denuncia di tutti, della comunità. Solo così si può creare un percorso virtuoso". 

In mattinata, all'auditorium Rosario Livatino, si è esibita la fanfara dell’Arma dei carabinieri del XII reggimento carabinieri Sicilia di Palermo e a seguire è stato proiettato il docufilm sulla vita del giudice Antonino Saetta alla presenza dei figli del magistrato e del regista Davide Lorenzano. 

"Oggi è una giornata per sensibilizzare e sollecitare i cittadini, gli imprenditori, i commercianti, i professionisti - ha detto il comandante della Legione carabinieri Sicilia, generale di brigata, Rosario Castello - affinché si avvicinino con fiducia alle istituzioni e denuncino ogni forma di ingerenza, di intromissione nelle attività economiche delle aziende". 

L’evento si è concluso con la lectio magistralis del prefetto Cagliostro in materia di antiracket ed usura e con gli interventi degli studenti presenti. 

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