Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Società consortile? No grazie: palazzo dei Giganti preannuncia la contrarietà

La nuova amministrazione comunale, in una memoria, ha indicato tutte le criticità rispetto allo statuto fin qui approvato da diversi consigli comunali

(foto ARCHIVIO)

Si all'acqua pubblica, no ad una forma di gestione che potrebbe "inchiodare" le amministrazioni locali a pagare somme spropositate in caso che le cose non vadano esattamente come previsto.

E' una posizione netta, e sostenuta con il ricorso a norme, codici e sentenze, quella sintetizzata dall'Amministrazione comunale di Agrigento in lunga memoria depositata nei giorni scorsi all'Ati dal vicesindaco e assessore Aurelio Trupia. Un documento in cui, appunto, prendendo atto della decisione del settembre 2019 dell'Assemblea territoriale idrica di decidere per questa specifica forma di gestione, dopo aver rescisso il contratto con la Girgenti Acque, si manifesta una contrarietà da parte dell'esecutivo. Questo ricordando che quello di Agrigento è tra i Consigli comunali che oggi non hanno ancora approvato lo schema di costituzione della consortile: l'atto non fu nemmeno proposto in aula "Sollano" dagli uffici durante la precedente consiliatura stante che il settore finanziario riteneva lo stesso "pericoloso", non essendo determinati i potenziali rischi economici correlati.

Azienda consortile idrica, il COnsiglio comunale sceglie di non decidere

"Pur condividendo la scelta della gestione pubblica - dice la nota - oggi siamo chiamati ad approvare lo statuto della Azienda Speciale consortile che dovrà gestire il servizio e, anche alla luce del Piano d’Ambito aggiornato ricevuto solo da qualche giorno, appare necessario rilevare alcune criticità con il solo scopo di salvaguardare d’un canto le finanze comunali e, dall’altro, anche l’utente finale da possibili aumenti tariffari non giustificati".

Criticità, enumerate nel documento usando come esempio analoghe scelte gestionali prese nel resto del Paese e precedenti pronunciamenti giurisprudenziali. Il dubbio resta però sul merito: se il Consiglio comunale non si pronuncerà sullo statuto della Consortile sarà commissariato? Un commissario regionale del resto è stato già nominato con questo scopo per tutti i comuni dell'Ambito.

Conguagli idrici, nessun annullamento: si va verso una semplice sospensione

Bisogna anche aggiungere che solo in caso di approvazione pedissequa lo statuto della Consortile potrà dirsi completato definitivamente. Basterà un semplice emendamento per far saltare il "banco" e costringere tutti i Consigli comunali a ripetere da capo le votazioni con il nuovo testo emendato.

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