Maxi furto di olive, danno da migliaia di euro: indagano i carabinieri

L’uomo, inevitabilmente su tutte le furie, ha formalizzato denuncia alla stazione dei carabinieri

Sugli alberi non è rimasta più neanche una oliva. Qualcuno, all’insaputa del proprietario del terreno, ha fatto, al suo posto, la raccolta. E dagli arbusti sono spariti qualcosa come cinque mila chilogrammi di olive. Il furto, il primo della stagione di raccolta, è stato messo a segno in contrada Fontanazza in territorio di Porto Empedocle. A fare la scoperta, suo malgrado, è stato il proprietario dell’appezzamento di terreno: un imprenditore sessantacinquenne di Realmonte. L’uomo, inevitabilmente su tutte le furie, ha formalizzato denuncia alla stazione dei carabinieri. Il danno economico non è stato quantificato, ma di certo l’accaduto non verrà mai dimenticato dal sessantacinquenne proprietario dell’appezzamento di terreno. Appare probabile che l’imprenditore si stesse preparando per la raccolta. Cosa che invece, appunto, non potrà più fare. L’uomo, in contrada Fontanazza, l’ultima volta era andato nel pomeriggio di lunedì 7. Poi vie è ritornato una decina di giorni dopo e delle olive che avrebbe dovuto raccogliere non c’era più nessuna traccia.

Qualcuno lo aveva fatto al posto suo. I carabinieri hanno subito avviato le indagini. L’attività investigativa non si preannuncia però per niente semplice e questo non soltanto perché l’appezzamento di terreno si trova in un’area periferica, ma anche perché non è chiaro in che giorno i ladri di olive abbiano agito. Ogni anno è sempre la stessa storia. E non soltanto nell’Agrigentino naturalmente. Proprio per prevenire e reprimere i furti di olive, così come quelli di uva, dal comando provinciale dell’Arma di Agrigento, nelle ultime settimane, sono stati intensificati i controlli.

“E’ una attività a tutela delle aree rurali – ha già  spiegato il capitano Marco La Rovere che guida la compagnia dell’Arma della città dei Templi - . E’ un’attività a tutela dei contadini che, in queste settimane,  stanno prestando il loro lavoro sui campi dalla mattina alla sera. Alla popolazione chiediamo di segnalarci qualunque elemento di pericolo o di sospetto – ha lanciato un appello il capitano La Rovere - . Basta chiamare il 112 e segnalare persone, targhe sospette. In questo modo ci verrà permesso di intervenire tempestivamente per reprimere furti, danneggiamenti e qualunque altro tipo di reato predatorio”. Il piano di prevenzione a largo raggio interessa l’intero Agrigentino: da Licata a Sciacca, da Agrigento a Cammarata, con particolare attenzione naturalmente alle località tipiche della vendemmia: Canicattì, Castrofilippo, Campobello di Licata, ma anche nel Saccense. Uno degli ultimi mirati servizi ha visto schierati in campo, contemporaneamente, oltre 150 carabinieri per più di 50 pattuglie che hanno controllato un’area di oltre mille chilometri quadrati di campagna e ispezionato oltre 100 vigneti e 50 uliveti.

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