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Il personal computer recuperato dai carabinieri di Lampedusa

Il personal computer recuperato dai carabinieri di Lampedusa

"Rubò i computer della scuola", identificato e denunciato l'autore: è un ventenne

I militari dell'Arma hanno sorpreso il giovane che, per strada, celava sotto la felpa uno dei pc portatili rubati: verosimilmente doveva essere consegnato a qualcuno

Ha un nome e cognome l'autore del furto, messo a segno martedì scorso, all'istituto scolastico Luigi Pirandello in via Enna a Lampedusa. Ad identificare e denunciare il ventenne sono stati i carabinieri dell'isola, coordinati dal capitano Marco La Rovere e dal tenente Alberto Giordano della compagnia di Agrigento.

Il giovane, sospettato dai militari dell'Arma fin dalle ore immediatamente successive al colpo, è stato sorpreso stamani per le strade dell'isola mentre sembrava celare qualcosa sotto la felpa. E' scattato, dopo giorni di osservazione e pedinamento, il controllo mirato e addosso i carabinieri gli hanno trovato uno dei cinque pc portatili che erano stati portati via dalla scuola. Verosimilmente il ventenne stava per consegnarlo a qualcuno. I carabinieri, che fin dall'inizio del mese, dopo l'allarme raid vandalici lanciato dal sindaco Totò Martello, non hanno smesso un solo secondo di perlustrare il territorio, hanno eseguito anche una perquisizione a casa del ventenne, ma gli altri 4 pc non sono stati trovati. Scontato che siano stati già rivenduti a qualcuno. Il ragazzo ha ammesso d'aver rubato i computer all'istituto scolastico Pirandello ed è stato dunque denunciato alla Procura di Agrigento per furto aggravato in concorso. Ma le indagini non sono finite. E proseguiranno, così per come è stato fino ad ora, alla vecchia maniera: con appostamenti, osservazioni e pedinamenti di eventuali, ulteriori, giovani da ritenere sospetti. C'è da capire infatti con chi il ventenne abbia messo a segno quel furto, dove sono finiti gli altri 4 personal computer rubati e se si può o meno ipotizzare un collegamento con il furto, messo a segno ai danni della palestra della scuola, il 9 febbraio scorso.

Lo scorso 9 febbraio, il sindaco Totò Martello rese noto che era stata forzata la porta d'accesso della scuola media. Poi martedì 16, sempre Martello tornò a lanciare l'allarme per il danneggiamento delle aule scolastiche che vennero messe letteralmente a soqquadro e il furto di computer che, in tempi di Coronavirus, "erano l’unico mezzo di contatto fra la scuola e gli studenti”. I carabinieri di Lampedusa - coordinati dal comando compagnia di Agrigento - in tutti questi giorni, in silenzio, e con indagini alla vecchia maniera, hanno tenuto d'occhio non soltanto il territorio, ma anche gli eventuali sospetti. E la "risposta" - concreta - è arrivata stamattina.

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