Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

"Gli rubarono il borsello durante una sosta al bar", in aula monsignor Giuseppe Liberto

L'ex direttore (oggi a riposo) del Coro della “Cappella Sistina del Vaticano” e stretto collaboratore di numerosi pontefici è stato sentito dai giudici della prima sezione penale del tribunale quale teste e parte offesa

Era l'estate del 2018 quando, facendo una breve sosta in un bar di Porto Empedocle, qualcuno gli rubò il borsello contenente documenti, effetti personali e contanti. Stamani, monsignor Giuseppe Liberto, 78 anni, direttore (oggi a riposo) del Coro della “Cappella Sistina del Vaticano” e stretto collaboratore di numerosi pontefici, è stato sentito dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento quale teste e parte offesa nel processo a carico di due empedoclini: Vincenzo Colombo 60 anni e Giuseppe Salemi 56 anni. I due empedoclini sono imputati rispettivamente dei reati di furto aggravato ed il secondo di ricettazione.

Gli investigatori sarebbero giunti all’individuazione dei due grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che li ritraevano in prossimità del bar. 

Monsignor Giuseppe Liberto – che era accompagnato dal proprio legale di fiducia l’avvocato Ignazio Gennaro – ha risposto alle domande dei giudici ed ha ricostruito i fatti dei quali è stato vittima.

Nel corso della sua carriera monsignor Liberto è stato stretto collaboratore non solo di Giovanni Paolo II, ma anche di papa jospeph Ratzinger Benedetto XVI ed in ultimo di papa Francesco Bergoglio.

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